
"Mentre si discute il contratto collettivo di lavoro, i negozi chiudono!" è il titolo di un'interrogazione parlamentare inoltrata oggi al Consiglio di Stato dal deputato Massimiliano Robbiani (Lega).
"In questi giorni si è appresa la notizia che nel Centro commerciale del Serfontana chiudono ben 5 negozi" esordisce Robbiani. "Momento indubbiamente difficile anche perché a pochi metri di distanza, al centro Ovale, la situazione negativa si è conclusa ormai da tanto tempo, con la chiusura di tutti i negozi!"
"Lo scorso febbraio, il 59.2% dei ticinesi ha votato per un prolungamento degli orari d’apertura dei negozi" prosegue il leghista. "I negozi potranno rimanere aperti fino alle 19 in settimana, il sabato fino alle 18:30 e tre domeniche l’anno. Ma prima che la legge entri in vigore, sarà necessario un contratto collettivo di portata generale."
"Il consigliere di Stato Christian Vitta, appena saputo del risultato della consultazione, ha promesso di contattare immediatamente tutti i partner sindacali affinché si possa presto mettere in pratica con i fatti quanto il popolo ha deciso" scrive ancora Robbiani. "In buona sostanza mettersi subito al lavoro per concretizzare il contratto collettivo di lavoro di portata generale."
Visto quanto precede, Robbiani pone quindi le seguenti domande al Consiglio di Stato:
"Come stanno proseguendo i lavori con i partner sindacali affinché ben presto si possa portare a termine il contratto collettivo di lavoro di portata generale nel settore della vendita? Qualche partner sindacale sta per caso ostacolando i lavori? Se si, di che sindacato si tratta? Il consiglio di Stato con quale tempistica crede di poter mettere in atto quanto deciso dal popolo?"
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