
A seguito della quarantena decretata per alcuni allievi e docenti di una scuola cantonale, il sindacato VPOD chiede al Consiglio di Stato di pagare lo stipendio ai dipendenti messi in quarantena. In questo senso ha scritto ai consiglieri di Stato Manuele Bertoli e Christian Vitta affinché emanino un comunicato che rassicuri il personale cantonale e docente, come pure il personale sociosanitario degli enti sussidiati e il personale comunale/parapubblico. "Queste categorie professionali a contatto con l’utenza sono infatti sottoposte al rischio di contagio di coronavirus in queste settimane e quindi alcuni dipendenti potrebbero essere posti in quarantena, pur non essendo ammalati, come già avvenuto in una scuola cantonale" sottolinea il sindacato in una nota.
Per il sindacato la chiusura di una classe, di una scuola, di un ufficio pubblico, di un reparto sociosanitario, di un servizio, ecc. per ordine dell’autorità rappresenta "un impedimento per il lavoratore a svolgere l’attività". Se dunque per il dipendente in quarantena non è possibile effettuare il lavoro in altre forme e luoghi (ad esempio da casa), gli deve essere "garantito il salario mensile, in quanto questa situazione di impedimento al lavoro è determinata dall’autorità pubblica sanitaria e non dalla volontà del dipendente".
Per il VPOD questo tipo di casi rientra "appieno nel rischio economico assunto dai datori di lavoro pubblici e privati". Analogo diritto al salario "va di principio considerato nel caso il dipendente debba occuparsi dei figli al di sotto dei 15 anni, che rimanessero a casa per motivi di quarantena, e questo in tutti i casi il dipendente non possa ragionevolmente trovare altre risorse famigliari per la loro cura".
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