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Ticino
Si pagherà per entrare a Lugano?
Si pagherà per entrare a Lugano?
Si pagherà per entrare a Lugano?
Redazione
11 anni fa
Il Consiglio di Stato è favorevole all'esperimento. Ma il TCS è contrario ("scoppierà la rivoluzione!"). E pure Astuti...

Il Governo ticinese è disponibile a testare la nuova strategia di mobility pricing a Lugano.

La risposta favorevole del Cantone alla richiesta del Confederazione è emersa lunedì scorso, durante l'incontro di Cademario con la consigliera federale Doris Leuthard.

Il Consiglio di Stato ipotizza di sperimentare la nuova tassa a Lugano, città che conta circa 230'000 movimenti di automobili al giorno.

I dettagli sono ancora da definire, ma si tratterebbe di introdurre una tassa per chi entra in Città con la propria automobile, un po' come succede già oggi in diverse metropoli europee come Milano, Londra o Stoccolma.

Questa nuova tassa andrebbe gradualmente a sostituire le esistenti tasse di circolazione, secondo il principio del "chi più circola più paga".

Il Governo ticinese, come detto, è favorevole alla proposta della Confederazione.

Ma tra le associazioni non si respira lo stesso entusiasmo.

"Questo sistema lo chiamerei svuotacittà" dichiara il portavoce del Touring club svizzero, Renato Gazzola, su La Regione di oggi. "Siamo molto critici perché il santo non vale la candela."

"Penso che Lugano abbia altri problemi e, a guardar bene, il Piano viario del Luganese è in realtà un mezzo mobility pricing mascherato, che scoraggia molta gente dall'andare in centro" aggiunge Gazzola. "Tra l'altro non si capisce se questo sistema debba toccare solo il centro della città, o anche la prima periferia."

"Io sono sempre dell'avviso che la cosa prioritaria sia la libera scelta del mezzo di trasporto" conclude Gazzola. "Quando ci obbligheranno a prendere il tram, lì finirà la libertà e... scoppierà la rivoluzione!"

Critica pure l'Astuti, l'Associazione degli utenti dei mezzi pubblici. "Sicuramente ha qualcosa di positivo, tendendo a ridurre il traffico nel centro cittadino" dichiara, sempre a La Regione, Mattias Schmidt. "Ma mi lascia dei dubbi perché tocca chi deve per forza recarsi in centro, per lavoro."

Schmidt suggerisce piuttosto di spostare gli orari di inizio delle scuole o di rendere più flessibili gli orari di lavoro, in modo di ridurre gli affollamenti in centro: "Con questa misura invece si andrebbe a penalizzare chi deve per forza andare a lavorare nell'ora di punta."

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