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"Sì, mi piacerebbe essere nei panni di Renzetti"
"Sì, mi piacerebbe essere nei panni di Renzetti"
"Sì, mi piacerebbe essere nei panni di Renzetti"
Redazione
10 anni fa
INTERVISTA al nuovo sindaco di Agno Thierry Morotti, dall'aeroporto al traffico, dalle isole al FC Lugano

Il sindaco che vi presentiamo oggi è Thierry Morotti, già noto come calciatore e dirigente sportivo, eletto lo scorso 10 aprile alla guida del Comune di Agno in rappresentanza del PLR.

Anche per lui, nonostante le esperienze direttive, questi primi 100 giorni da sindaco sono stati particolarmente impegnativi, ma anche stimolanti.

Sindaco Morotti, come sono andati questi primi tre mesi alla guida del Comune di Agno?

"Prima di tutto mi sono reso conto della grande differenza tra essere municipale e sindaco. Dal 10 aprile il telefono ha iniziato a suonare e non ha più smesso. E gli impegni sono davvero tanti, perché come sindaco bisogna avere una visione su tutti i dicasteri e conoscere tutti i temi. Investo in media due ore al giorno per studiare i dossier, senza calcolare le riunioni. La mia attività professionale è rimasta uguale e quindi ho dovuto sacrificare parte del tempo con la famiglia."

In Municipio è presente pure un veterano della politica, il leghista Giancarlo Seitz, che in passato è stato spesso critico nei confronti dell'operato dei colleghi. Come sono i rapporti con lui e con gli altri municipali?

“Sicuramente Seitz ha la sua vena particolare, ma vado d'accordo con lui e con gli altri, il rapporto è rimasto quello di prima. Sicuramente conta anche il fatto che sono un sindaco che informa e condivide tutti i progetti con i colleghi. Questo aiuta a chiarire le parti. Inoltre siamo un Municipio che spesso e volentieri va in votazione, perché grazie alla nuova generazione vediamo la votazione interna come uno strumento democratico e non uno sgarbo. Mi ritengo un sindaco fortunato.”

Ancora domenica, sul Caffè, il direttore di Lugano Airport ha criticato il Comune di Agno per la sua opposizione allo sviluppo della struttura. Secondo Sozzi, voi vi opponete alla costruzione di nuovi hangar con motivazioni "risibili e strumentali". Lei come vede il futuro dello scalo luganese?

“Noi non siamo contro l'aeroporto in quanto tale, ma il progetto dei nuovi hangar contempla il passaggio di camion molto grossi su una piccola strada residenziale. Noi ovviamente siamo contrari perché questo peggiorerebbe la qualità di vita di numerosi abitanti e vorremmo che i camion passino da Bioggio. Più in generale, è chiaro che avendo Milano a un’ora e mezza da qui per Lugano Airport diventa tutto tremendamente difficile. Secondo me per rilanciare lo scalo occorre trovare delle alleanze con i privati. Chiaramente non sarà facile, ma ritengo che sia l’unica strada percorribile."

Accanto all'aeroporto giace in stato fatiscente un albergo dal passato glorioso, La Perla. Si è parlato di vari progetti - alberghieri, commerciali o sanitari - ma la struttura continua a restare vuota. Qual è la situazione al momento?

“La Perla rientra in una zona più grande, che comprende pure la Monda e le Bollette, che stiamo pianificando. Proprio ora stiamo terminando le norme d’attuazione che manderemo a fine luglio al Dipartimento del territorio. Siamo quindi nei termini che ci eravamo prefissati. La nuova pianificazione punta a togliere i grandi generatori di traffico a vantaggio di zone miste, residenziali e con servizi. Per quanto riguarda La Perla in sè non posso al momento esprimermi."

Ad Agno negli ultimi anni sono sorti diversi nuovi immobili e gli spazi verdi cominciano a scarseggiare. Secondo lei il paese ha ancora potenzialità di crescita?

“Qualcosina sì. Per esempio nella zona di pianificazione che ho appena citato, dove secondo me potranno trovare spazio ancora tante famiglie. Quindi sì, potremmo diventare ancora più grandi. È comunque chiaro che anche nelle norme d’attuazione abbiamo introdotto tante zone verdi per tutelare il paesaggio. Inoltre nei prossimi due o tre anni vogliamo pianificare la zona a lago, per preservare il polmone verde del paese."

In merito alla zona a lago, il Cantone prevedeva di realizzare cinque isole artificiali nel golfo d'Agno, ma il suo Comune si è opposto. Perché?

“Non siamo contrari di principio alle isole, ma abbiamo chiesto spiegazioni su alcuni aspetti che non avevano risposte. Penso in particolare a tutta la questione paesaggistica e alla provenienza del materiale. Inoltre ritengo che sia fondamentale coordinare l'eventuale costruzione delle isole con la pianificazione di tutta la zona a lago."

Da decenni Agno attende una soluzione all'annoso problema del traffico. Ora sembra che la circonvallazione Agno-Bioggio stia andando finalmente verso la sua concretizzazione. Sarà sufficiente per risolvere i problemi viari?

“Se sarà sufficiente non lo so. Di sicuro sposterà il traffico dal centro storico - e questo per noi è un vantaggio - ma non andrà a diminuirlo. Quindi bisognerà trovare altre soluzioni, a livello cantonale, che non riguardano solo le strade ma anche i mezzi pubblici. Resta il fatto che oggi come oggi la circonvallazione è l’unica soluzione percorribile, visto che negli ultimi 30 anni si è discusso tanto ma non si è fatto nulla."

Anziché optare per le aggregazioni, il suo Comune sta puntando sulle collaborazioni con i vicini di Bioggio e Manno. È una soluzione migliore rispetto alla fusione? In futuro resta comunque ipotizzabile un'aggregazione, tipo quella di Malcantone Est?

“La collaborazione con i vicini è la soluzione più veloce da concretizzare e quella che permette di avere dei risultati immediati, sui quali poi valutare il futuro. Ad oggi le collaborazioni portano risultati positivi e invidiati, ma io ritengo che siano solo i primi passi per domani arrivare a un grande Malcantone, che deve essere la visione di tutti i politici malcantonesi. Io per il futuro vedo un solo Comune del Malcantone, senza divisioni tra Est o Ovest."

Infine un paio di domande sul calcio, un mondo che lei conosce bene sia come calciatore che come dirigente. Cosa ne pensa del fatto che a seguito della fusione con il Lugano il suo Comune non abbia più una squadra?

“Sì, il calcio resta una mia grande passione, ricordo sempre con grande piacere quell'anno in cui ho fatto il direttore sportivo a Lugano, all'epoca di Petkovic... Qui ad Agno è vero che non abbiamo più una squadra, ma qualcosa si sta muovendo. C'è un gruppo di amici che vuole portare una squadra almeno nelle leghe minori. Penso che per il 2017 dovremmo poter iscrivere il FC Agno al campionato di quinta lega."

Cosa ne pensa dell'attuale FC Lugano? Vorrebbe essere nei panni del presidente Renzetti?

"Sì, vorrei essere nei panni del presidente Renzetti, perché è in Serie A, che era il sogno di tutti. Ma posso capire che fa fatica. È chiaro che per avere una squadra ai massimi livelli è necessario sia trovare finanziamenti che persone che si mettono a disposizione. E questo in Ticino è davvero difficile. Per noi, all'epoca, sarebbe stato improponibile gestire un giocattolo del genere."

Lei oggi segue ancora il Lugano?

"Non riesco ad andare spesso a Cornaredo a causa dei molteplici impegni, ma seguo sempre il Lugano."

Il Lugano o il già Malcantone Agno?

"No, il Lugano."

Andrea Stern

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