
"Sì, manderò i miei figli a scuola. La proposta fatta dal Governo mi sembra molto prudente" - questa la dichiarazione del direttore sanitario della Clinica Moncucco Christian Garzoni, intervenuto questa sera in diretta al TG di TeleTicino.
Interrogato sulle riaperture che avverranno nelle prossime settimane, Garzoni non si è tirato indietro: "Quello della scuola è un tema che ha delle valenze politiche. Abbiamo visto tutti la difficoltà di tenere una linea scientifica. Sono però fortemente convinto che i bambini in età scolare non hanno - se non in casi estremamente rari - delle conseguenze al Covid gravi. Questo è il dato che mi dice che i bambini possono tornare a scuola e penso anche che ne hanno bisogno, soprattutto per interagire di persona con compagni e maestri". "È chiaro che il tema è complicato, soprattutto con il "va e vieni" che ha fatto il dottor Koch e con la la task force che ha emanato direttive prudenti, ha creato confusione. Però mi sembra che quanto fatto dal Governo sia fattibile per allievi, genitori e docenti in buona salute".
Lunedì il Ticino si allinea alle misure elvetiche, una misura che proccuapa?"Quello che è certo, è che dobbiamo imparare a convivere con il virus, anche se i dettagli di questa convivenza non sono chiari. Sappiamo benissimo che l'allenamento e la riapertura significa un aumento di virus, anche se oggi non possiamo ancora dire "quanto". Gli ospedali e la Clinica Moncucco sono pronti a rimettersi in stato di lavoro completo in 48 ore, in caso di cui ci fosse un aumento di virus. La preparazione c'è e siamo pronti a farlo. Sarà importante il sistema di monitoraggio. L'apertura dell'11 maggio ha fatto discutere, è una decisione politica. L'importante sarà essere pronti a reagire in un modo o nell'altro".
Da lunedì riapriranno le strutture alberghiere, i connazionali sono stati invitati a visitare il Ticino. C'è da preoccuparsi?"Dobbiamo essere prudenti nelle 4 settimane che seguiranno l'11 maggio. Aprire vuol dire più virus, ma abbiamo una popolazione diversa rispetto a due mesi fa: oggi tutti noi sappiamo evitare contatti inutili e situazioni a rischio. Utilizzeremo sempre di più la mascherina. Tutto ciò contrasterà l'aumento del virus. Sono convinto che le cose andranno bene e saranno benvenuti anche i turisti confederati...".
Oggi 1500 ticinesi hanno ricevuto una lettera in cui li si invita a partecipare a uno studio sierologico. Il test è facoltativo, ma perché è importante partecipare?"È uno studio importante, che è stato voluto dalla cellula sanitaria. Ci permetterà di avere una mappa chiara per sapere dove il virus ha colpito, dove no. Non è un test lungo, è un "pic" al dito. Chi partecipa, sarà poi chiamato dopo qualche mese a ripeterlo. Lo studio verrà praticato negli uffici di medici di famiglia volontari, quindi a costo zero. La persona si presenta, fa il test, ottiene il risultato e poi può tornare a casa. A distanza di mesi, viene riconvocato. Ci servirà per capire di più del covid e per conoscere cose che oggi non sappiamo".
Il test è affidabile? Che garanzie ci sono?"Il test guarda gli anticorpi, che sono la "cicatrice" di un’infezione passata. Quindi non serve a dire se io ho oggi il covid, ma se ce l'ho avuto in passato. Questo sia per le persone che si sono accorte di averlo che per quelle che non si sono accorte. Ci sono diversi test sul mercato, questo è un test rapido ed è buono. Abbiamo utilizzato uno studio che abbiamo lanciato alla clinica Moncucco, paragonandolo a test più complessi, dà ottime garanzie".
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