
Sono 58 gli agenti di Polizia ticinesi impiegati quest’anno al WEF di Davos. Il loro numero non è aumentato rispetto all’anno precedente, mentre nel 2015 e nel 2016 erano stati inviati 54 effettivi. È quanto si legge nella risposta del Consiglio di Stato all’interrogazione di Massimiliano Ay (PC), che aveva chiesto lumi sui costi e sui compiti degli agenti inviati a Davos.
L’intervento – spiega il Governo - è stato vagliato dagli esperti di sicurezza che valutano normalmente la ponderazione e la commisurazione delle forze richieste per gestire un evento nell'ambito dell'accordo intercantonale di collaborazione in ambito di sicurezza e Polizia “ L’apprezzamento della situazione e l’analisi della/e minaccia/e è garantito, in prima linea, dalla Polizia cantonale grigionese, dal Servizio Informazioni della Confederazione (SIC), dal Servizio federale di sicurezza (SFS) e sussidiarmente dall’Esercito. Non appare dunque eresia affermare che l’analisi è svolta in maniera particolarmente approfondita, attività che è svolta regolarmente da tutti i Corpi cantonali”.
L’impiego non graverà in alcun modo sulla casse cantonali in quanto “questi impieghi vengono integralmente rimborsati secondo le direttive IKAPOL, con un importo pari a CHF 600.00 per giorno/uomo, come si può chiaramente leggere nei documenti che annualmente sono sottoposti al Gran Consiglio e trattano il medesimo tema”.
Infine, il Governo ha spiegato che la Polizia cantonale può essere chiamata, in particolare su mandato del SFS, a garantire la sicurezza di persone protette in virtù del diritto internazionale pubblico (ad. es. capi di Stato e di governo, ministri e membri di case reali). “In particolare la Confederazione, per il tramite dei Cantoni, garantisce l’adozione e l’implementazione delle necessarie misure di sicurezza anche in occasione di manifestazioni di carattere privato. Non da ultimo si fa notare che i rimborsi ricevuti dalla Confederazione per impieghi di sicurezza svolti a favore del Cantone sono indicati sia a preventivo che a consuntivo”.
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