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Genitori
“Si inizi al più presto la sperimentazione per il superamento dei livelli”
Redazione
4 anni fa
La Conferenza Cantonale dei Genitori chiede di superare rapidamente la discussione sulla divisione degli allievi nei corsi A e B. “Rimandare ulteriormente sarebbe grave”.

Iniziare al più presto la sperimentazione per il superamento dei corsi attitudinali e di base. A chiederlo è il Consiglio della Conferenza Cantonale dei Genitori (CCG), secondo cui rimandare ulteriormente sarebbe infatti “grave” per i 13'000 allievi che nel corso di una legislatura cantonale concludono la scuola dell’obbligo, e incomprensibile per 22'000 genitori “che devono dare risposte quotidiane a bisogni essenziali dei figli, come l’accompagnamento allo studio e alle scelte scolastiche e formative”. La proposta attualmente sul tavolo della politica, che prevede una sperimentazione su base volontaria in sei sedi scolastiche, verrà discussa in Parlamento settimana prossima. È sostenuta, lo ricordiamo, da Lega, Centro, PS e Verdi, mentre UDC e PLR presenteranno un rapporto di minoranza che prevede sì il superamento di questo sistema, ma chiede prima ulteriori approfondimenti.

No al percorso orientativo

La CCG, si legge in un comunicato, valuta positivamente la realizzazione di un consenso nelle istituzioni cantonali che renda possibile l’avvio di una sperimentazione, se del caso anche di soluzioni diverse. Non condivide però la proposta di un percorso scolastico definito “orientativo”, caratterizzato da più indirizzi di materia tra cui l’allievo potrebbe scegliere liberamente. Tali indirizzi, infatti, sarebbero dei percorsi che lo studente svolgerebbe nell’ambito della griglia oraria e la scelta di un’opzione tra quelle proposte sarebbe dunque obbligatoria. Nella proposta la Conferenza vede tre aspetti critici: allievi e genitori dovranno orientarsi e decidere tra i vari indirizzi offerti entro la fine della terza media, al più tardi entro l’inizio della quarta; lo svolgimento di un indirizzo a discapito di altri possibili “pare una specializzazione strutturale nella scuola dell’obbligo”; infine, si ripropone un modello che divide gli studenti durante la griglia oraria obbligatoria, in percorsi diversi, “come già avviene da decenni con il modello dei corsi attitudinali e di base”.

Le problematiche individuate

Per quanto concerne l’efficacia di un modello che divide i ragazzi in indirizzi di materia, “osserviamo che l’allievo, dopo aver scelto e svolto un percorso di quarta media in matematica con indirizzo “astratto”, potrà apprezzare il livello di attitudine verso la matematica “astratta”, ma non potrà maturare o valutare il proprio interesse per quella “applicativa” o “tecnica””. L’offerta di indirizzi specifici nel corso della quarta media potrebbe anche rispondere al bisogno soggettivo di quegli allievi che hanno già deciso alla fine della terza che percorso intraprendere dopo la scuola dell’obbligo. Tuttavia “questa proposta non risponderebbe al bisogno di quegli studenti che non hanno ancora preso decisioni e di quelli che beneficerebbero maggiormente dall’esplorare i vari indirizzi di materia sino alla fine della scuola dell’obbligo”.

Le richieste

Per rispondere ai bisogni dei ragazzi, la CCG ritiene necessario e urgente, nell’ambito della sperimentazione del modello per il superamento dei corsi A e B, realizzare classi al loro interno eterogenee e gruppi di lavoro ridotti al loro interno eterogenei, offrire agli allievi percorsi unici, dando a tutti la possibilità di applicare eventuali indirizzi di materia, e applicare un sistema di valutazione che, al di là delle note sommative, comunichi regolarmente ad allievi e genitori in quali indirizzi di materia lo studente riesce bene. “Siamo convinti che un modello che realizza queste proposte possa consentire agli allievi di vivere con maggior motivazione e consapevolezza il percorso di scuola media e di prendere scelte migliori”.

Perché bisogna agire subito

La necessità urgente di superare la discussione sulla divisione degli allievi nei corsi A e B “è attestata dal fatto che 13'000 allievi hanno concluso la scuola dell’obbligo nei quattro anni della legislatura che volge al termine”. Questi ragazzi “non hanno potuto attendere o rimandare le decisioni, ed hanno compiuto scelte di studio e di vita”. Moltissimi allievi e genitori “hanno anche dovuto convivere con la fatica e il disagio di un sistema che ne ha condizionato precocemente il percorso, le scelte e gli sbocchi”. Se adulti e ragazzi devono quotidianamente andare avanti, e riporre fiducia nei docenti, “deve essere possibile anche per le istituzioni politiche e scolastiche ritrovare un senso di unità e convergenza, e confermare una solida fiducia alla scuola per lavorare al superamento dei livelli A e B”.

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