
Nuotare in piscina è molto diverso che farlo in un lago o in un fiume. È nelle acque libere, infatti, che avviene la maggioranza degli annegamenti, che in Svizzera sono in media 47 ogni anno. I giovani svizzeri, però, imparano a nuotare nelle piscine. Per questo la Società svizzera di salvataggio ha lanciato un progetto proprio per portare l’insegnamento del nuoto fuori dalle vasche. Un progetto pilota è già stato portato avanti a Hochdorf e ha mostrato l’utilità delle lezioni di nuoto all’aperto.
Per questo il granconsigliere Giovanni Berardi, in una mozione sottoscritta anche da Sara Imelli, Cristina Gardenghi, Maristella Polli, Roberta Soldati, Maura Mossi Nembrini, Stefano Tonini e Fabrizio Sirica, chede che anche il Ticino adotti questo sistema. Un atto parlamentare nato anche sulla scia dei numerosi e recenti annegamenti. “Il Cantone Ticino è all’avanguardia a livello nazionale per quanto attiene all’insegnamento del nuoto. Infatti, nelle scuole il nuoto è materia obbligatoria nell’ambito delle lezioni di educazione fisica”, si legge. “Questa strategia ha certamente contribuito a migliorare la sicurezza delle nostre giovani generazioni e a ridurre i pericoli di annegamento e va pertanto assolutamente mantenuta. Tuttavia, le lezioni avvengono solo in piscina”. Si vorrebbe quindi che una parte delle lezioni si concentri all’esterno, “in laghi o nelle aree balneabili di fiumi, così da sensibilizzare nella pratica i nostri giovani sui comportamenti corretti e sulle precauzioni da adottare in questi luoghi. Le lezioni andrebbero coordinate da personale altamente formato e competente, per cui in buona sostanza si chiede di aderire al progetto nazionale della Società Svizzera di Salvataggio, facendo capo alla Regione Sud, che va in questa direzione”.
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