
Negli scorsi giorni è circolata una notizia per certi aspetti inquietante, un meteorologo di MeteoNews ha dichiarato al quotidiano vallesano ‘Le Nouvelliste' che, a causa del forte caldo, la vetta del Cervino potrebbe crollare.
Infatti, le temperature record rilevate in questi giorni stanno mettendo a dura prova il permafrost delle montagne. A causa di questo fenomeno, nell’estate del 2011, sul monte Lischana, nel Canton Grigioni, si era verificata una frana di oltre 2mila metri cubi di roccia. Otto anni dopo, è il meteorologo di MeteoNews Frédéric Glassey a lanciare l’allarme: “Questa volta a rischio crollo è la cima del Cervino”.
“È un fatto oggettivo, ma che deve comunque essere relativizzato. Non bisogna immaginare che salti via la punta del Cervino da un momento all'altro. Si tratta di uno strato con uno spessore non eccessivo, parliamo di qualche metro, che nella parte superficiale potrebbe crollare. L'innalzamento delle temperature del permafrost, su tutte le montagne interessate da questo fenomeno, provocherà sicuramente dei crolli di roccia”, ha spiegato il geologo Urs Luechinger ai microfoni di TeleTicino.
Un quadro confermato anche dal glaciologo Giovanni Kappenberger, che ha ricordato come eventi simili non siano cosi rari. “Ci sono stati diversi episodi nelle estati calde, come nel 2003, quando franò una parte del Cervino su territorio italiano e questo proprio a causa dello scongelamento del permafrost. Con il riscaldamento climatico in alta montagna, episodi di questo tipo saranno sempre più frequenti” ha spiegato Kappenberger.
Maggiori dettagli nell'edizione odierna del TG di TeleTicino
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