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Ticino
Sì, il Cantone ha finanziato i Frontaliers
Redazione
12 anni fa
Lo afferma il Governo rispondendo a Celio. "È un dato di fatto lapalissiano che da noi vi sia un problema di conoscenza e di corretto uso della lingua italiana"

Nella propria seduta odierna, il Consiglio di Stato ha risposto all’interrogazione parlamentare del granconsigliere PLR Franco Celio, inoltrata il 14 gennaio scorso e intitolata «Frontaliers: in che misura il Cantone ha sostenuto l’operazione?» (vedi articolo correlato).

Celio, ricordiamo, lamentava il fatto che nei video i ticinesi fossero dipinti come sottosviluppati, al contrario dei frontalieri, visti come civilizzatori.

Il Governo, nella sua risposta, sottolinea in particolare il successo del progetto e la sua utilità nell’incentivare un utilizzo corretto della lingua italiana.

Utilizzo corretto che nel nostro Cantone, secondo il Governo, è ben lungi dall'essere raggiunto. "Che vi sia oggi da noi oggettivamente un problema di conoscenza e di corretto uso della lingua italiana è un dato di fatto lapalissiano" scrive il Consiglio di Stato in risposta a Celio. "Lo denunciano le scuole stesse e lo si può riscontrare in molte situazioni, non solo di vita comune ma anche professionale."

Il Governo spiega che il DVD dell'ultimo capitolo della serie Frontaliers è stato venduto in oltre 35 mila copie, tra Ticino e Grigioni italiano, e la sua versione «Frontaliers al cinema» è stata il film più visto nelle sale del Cantone, durante i due primi fine settimana di proiezione (29-30 novembre e 7- 8 dicembre). L’utile netto registrato dalla produzione, pari a circa 300mila franchi, permetterà ora di sostenere l’offerta di corsi di lingua italiana e di sport a costi ridotti per studenti confederati, nell’ambito di soggiorni in Ticino, e – in secondo luogo – i programmi di promozione della lingua e della specificità della Svizzera italiana, che mirano a ribadirne il ruolo centrale per l’identità della Confederazione elvetica.

In sintesi, il progetto avrà un impatto tanto in ambito culturale quanto nella promozione conoscitiva e turistica della Svizzera italiana.

Più in generale, la risposta del Governo ricorda che il progetto – al quale il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS) ha contribuito con un finanziamento di 25mila franchi – è stato concepito anche con l’intento di promuovere alle nostre latitudini la riflessione d’attualità sull'uso corretto della lingua italiana. Il prodotto finale – del quale i Frontaliers rappresentavano solo una propaggine – è stato caratterizzato da diversi strumenti e livelli di comunicazione; tra questi, spiccano gli svariati programmi e reportage che si sono occupati sia del pericolo di marginalizzazione che l’italiano deve affrontare oggi in Svizzera sia della situazione dell’insegnamento linguistico nel nostro Cantone.

Il Governo rileva con soddisfazione che anche in occasione la partecipazione della popolazione all’iniziativa è stata grande, cogliendo appieno la dimensione ironica, la portata e il significato del messaggio veicolato dai Frontaliers. Secondo il Governo è quindi in sostanza molto positivo il bilancio dell’iniziativa, realizzata con il sostegno del Percento culturale Migros Ticino e del DECS.

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