Cerca e trova immobili
Ticino
"Sì, i frontalieri prendono meno"
"Sì, i frontalieri prendono meno"
"Sì, i frontalieri prendono meno"
Redazione
11 anni fa
Il Consiglio federale ha risposto a un'interpellanza di Ignazio Cassis sulle differenze salariali tra residenti e lavoratori esteri

Le differenze salariali tra frontalieri e lavoratori residenti in Ticino si spiegano col fatto che i primi, generalmente, sono disposti ad accettare salari inferiori rispetto ai domiciliati con le stesse caratteristiche. È quanto indica il Consiglio federale nella sua risposta ad un'interpellanza del Consigliere nazionale Ignazio Cassis (PLR/TI), aggiungendo che è al momento difficile prevedere gli effetti del nuovo accordo fiscale tra Roma e Berna sull'attrattiva del mercato del lavoro ticinese per i pendolari d'oltreconfine.

Stando all'undicesimo rapporto dell'Osservatorio sull'Accordo sulla libera circolazione delle persone, pubblicato nel giugno scorso, nel 2012 il divario salariale tra frontalieri e domiciliati era del 12%.

Tale divario, scrive il Governo, "non è riconducibile a fattori decisivi per la determinazione dei salari, quali il livello formativo, la professione, il settore economico, l'esperienza professionale ecc., ma testimonia piuttosto del fatto che i frontalieri che lavorano in Ticino sono generalmente disposti ad accettare salari inferiori rispetto ai domiciliati con le stesse caratteristiche".

Per l'Esecutivo, tale scarto è solo in parte spiegabile con l'onere fiscale più basso per i frontalieri rispetto ai residenti in Ticino. Altri elementi dovrebbero rivestire "un ruolo nettamente più importante", come "la notevole differenza tra i salari pagati in Ticino e quelli pagati in Italia" - fenomeno accentuatosi a causa dell'evoluzione dei tassi di cambio di questi ultimi anni - le differenze del costo della vita nonché la "persistente situazione di tensione sul mercato del lavoro in Italia".

In merito al quesito posto da Cassis circa gli effetti potenziali sul mercato del lavoro ticinese derivanti dal nuovo accordo sulla fiscalità dei frontalieri tra i due Paesi, il Governo non fornisce elementi conclusivi.

L'incremento progressivo dell'onere fiscale per i lavoratori frontalieri, scrive il Consiglio federale, "potrebbe, in linea di principio, contribuire indirettamente a ridurre l'attrattiva di determinati posti di lavoro in Svizzera. Non è tuttavia possibile quantificare con precisione gli effetti del nuovo accordo sull'imposizione fiscale dei frontalieri sul loro numero".

Né è possibile stimare quante persone potrebbero decidere di trasferirsi in Svizzera per evitare il previsto aumento della pressione fiscale in Italia.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata