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"Si fa fatica a chiamarli genitori"
"Si fa fatica a chiamarli genitori"
"Si fa fatica a chiamarli genitori"
Redazione
7 anni fa
La pp Marisa Alfier ha chiesto pene di 15 anni e 14 anni e 6 mesi per i genitori che hanno abusato dei figli per oltre un decennio

“Il padre ancora oggi non ha capito la gravità di ciò che ha fatto”, ha detto la procuratrice Marisa Alfier iniziando la sua requisitoria nei confronti della coppia del Bellinzonese che per oltre un decennio ha abusato sessualmente dei figli. La pubblica accusa ha chiesto una condanna a 15 anni per il padre e 14 anni e 6 mesi per la madre.

“Si fa fatica a chiamarli genitori”, ha detto la procuratrice, introducendo il riassunto di un decennio di orrore. Iniziato con quelle che gli imputati hanno definito “foto osè”, fino agli atti sessuali che interessavano madre, padre e i due figli.

Al centro delle attenzioni soprattutto la figlia, fino al 2013 coinvolta con il fratello nelle perversioni dei genitori, poi assorbita in un rapporto esclusivo con il padre. A quel punto, quando il figlio non partecipava già più, l’uomo ha escluso la moglie, anche perché lei ha iniziato a mostrarsi gelosa della bambina.

La discussione dell’accusa si incentra soprattutto sul fatto se vi siano stati o meno rapporti completi tra padre e figlia. Negati dall’uomo, confermati dalla ragazza. Discriminante su cui si basa il reato più grave, quello di violenza carnale, incesto, coazione sessuale e atti sessuali con fanciulli.

Innegabili invece tutti gli atti sessuali di cui è rimasta prova fotografica o filmata. Era infatti abitudine della coppia quella di registrare gli atti. Video che poi venivano montati e musicati dal padre. A effettuare le riprese anche i bambini in tenera età. A scattare la prima improponibile, che risale al 2002, fu infatti il figlio settenne.

Maggiori dettagli questa sera alle 18.45 nel Tg di TeleTicino 

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