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Ticino
“Si entri per studio o per lavoro”
Redazione
6 anni fa
Il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi chiede che la Confederazione controlli i motivi per cui le persone entrano in Ticino dall’Italia

Il nuovo Decreto del presidente del Consiglio dei ministri italiano (Dpcm) entrerà in vigore domani. In Lombardia e in Piemonte non ci si potrà spostare se non per motivi di lavoro, di salute o di necessità. Ecco quindi che secondo la legge italiana a spostarsi per venire in Svizzera potranno essere solo i lavoratori frontalieri.

Il Consiglio di Stato per questo oggi ha chiesto a Berna di effettuare i controlli alla frontiera proprio per verificare che chi arriva in Svizzera lo faccia con una giustificazione: “Come al mese di marzo abbiamo chiesto all’autorità federale di fare i controlli al confine, per verificare che coloro che vogliono entrare sul nostro territorio lo facciano effettivamente per un motivo di lavoro. Un frontaliere che ha smesso di lavorare o è stato licenziato ha ancora in mano un permesso di lavoro che è valido e attivo magari fino all’anno prossimo”, ha detto ai microfoni di Teleticino.

Gobbi ha anche aggiunto un auspicio: “Facciamo un invito ai datori di lavoro nei confronti dei propri collaboratori frontalieri a rispettare il nostro territorio. Il fatto che possono entrare per lavoro non significa che possono rimanere qui a fare quelle attività che a casa loro sono proibite. Questo credo che sia un invito legittimo da parte del nostro territorio che chiede rispetto, ma anche una preoccupazione della nostra popolazione”.

Se Berna non si attiverà già lunedì, comunque per il momento la Polizia cantonale farà dei controlli: “Ho dato mandato alla polizia cantonale di attivarsi in questo senso, proprio perché lo sappiamo i tempi di Berna non sono proprio immediati, l’obiettivo è tutelare il nostro territorio e verificare che le persone che entrano lo facciano effettivamente per motivi di lavoro o di studio”. Va ricordato, in tal senso, che la Svizzera non vieta attualmente l’ingresso (né impone la quarantena) ai cittadini italiani, qualunque sia il motivo della visita o la regione di provenienza.

Infine, tra le richieste a Berna ve n’è una volta ad aiutare chi ha degli affetti al di là del confine: “Abbiamo chiesto all’autorità federale, chiedendo nell’ambito dei contatti con le autorità italiane di tematizzare la necessità di quelle persone che hanno la famiglia, rispettivamente il compagno o la compagna, al di là del confine”, ha spiegato Gobbi.

Ecco l’intervista completa:

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