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Ticino
“Si è pensato all’amianto nell’ex Macello?”
Scatta l’interpellanza sulle eventuali sostanze nocive nei detriti dello stabile demolito sabato notte. “Fondamentale assicurarsi di tutelare la salute dei cittadini”

La demolizione dell’ex Macello sta suscitando malumori su diversi fronti. Non manca quello ambientale, sollevato in un’interpellanza da Tamara Merlo e Maura Mossi Nembrini le quali pongono al Governo diverse domande riguardo la distruzione dello stabile citando anche il Regolamento di applicazione della legge edilizia e l’Ordinanza federale sulla prevenzione e lo smaltimento dei rifiuti. A preoccupare le firmatarie (ma non solo) è la potenziale pericolosità per i cittadini per l’eventuale presenza di amianto o altre sostanze nocive nei detriti.

Domande al Consiglio di Stato:

• la polizia cantonale ha proceduto alla demolizione?
• secondo quale procedura?
• chi è il committente?
• la Legge edilizia è applicabile? se no, perché?
• per la demolizione all’ex Macello quali analisi sono state fatte? Quando? Da chi? Con quale risultato? Dove si può leggere la (eventuale) perizia allestita da una/o specialista riconosciuta/o?
• l’opera demolita è anteriore al 1° gennaio 1990? Si è valutata l’eventuale presenza di sostanze nocive per l’ambiente e la salute quali bifenili policlorurati (PCB), idrocarburi aromatici policiclici (PAH), piombo o amianto?
• si è sufficientemente presa in considerazione la salute delle persone nel procedere alla demolizione in questione?
• come saranno smaltite le macerie? Con quali modalità e tempistiche?
• il Consiglio di Stato chiederà che “il committente fornisca la prova che i rifiuti prodotti sono stati smaltiti conformemente alle prescrizioni” e, in ogni caso, in modo da non mettere in pericolo la salute delle persone e la salubrità dell’ambiente?
• che messaggio si è trasmesso alla popolazione, secondo il Consiglio di Stato, dal punto di vista delle cautele in materia di amianto e altre sostanze nocive? Non si reputa che si sia dato il messaggio sbagliato? Non si rischia di far pensare che si possa sottovalutare il pericolo per la salute e l’ambiente insito nei materiali edili sottoposti a demolizione? Non si è magari spinto il piccolo privato a prendere scorciatoie, emulando la Città/il Cantone?
• la SUVA è stata informata? Il Consiglio di Stato le sta fornendo tutte le informazioni? Sta chiedendo alla Città di Lugano di collaborare?
• Sono state prese tutte le cautele, al di là delle sostanze menzionate (amianto), prima della demolizione anche per quanto riguarda i servizi di luce e gas? Cioè, banalmente, è stata staccata la corrente prima di demolire (rischio di incendi o incidenti)?

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