
Il Ticino non è più terra d'asilo. Così titola il Caffé, che riporta i dati d'occupazione nei centri ticinesi. Nel 2017 i profughi erano 418, un numero che si è praticamente dimezzato rispetto a tre anni fa, in piena emergenza, quando raggiungevano quota 1'112. Ora (fine aprile 2018) nei centri collettivi cantonali (Pci Camorino, Crs Paradiso, Crs Cadro, Crs Foyer Mna Castione) i richiedenti l'asilo sono appena 306 (62 dei quali minorenni non accompagnati) su 358 posti disponibili.
In calo anche i numeri del Centro unico temporaneo per i migranti in procedura di riammissione semplificata in Italia di Rancate. Secondo i dati forniti dallo Stato maggiore cantonale dell'immigrazione quest'anno il tetto massimo di ospiti è stato raggiunto domenica 8 aprile con appena 16 presenze, mentre per quattro giorni la struttura è rimasta vuota. Il Centro in passato ha invece registrato cifre ben superiori: dal 1° settembre 2016 al 31 dicembre 2017 sono 10'830 i pernottamenti registrati presso la struttura.
La tendenza che si constata in Ticino negli ultimi anni è simile a quella a livello nazionale. In aprile sono state presentate in Svizzera 1'255 domande d’asilo, ossia 26 in meno del mese precedente. In calo, infine, anche i soggiorni illegali, passati dai 48'838 casi constatati nel 2016 dal Corpo delle guardie di confine ai 27'300 del 2017.
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