
Dopo aver sporto denuncia per violazione dei diritti d'autore in merito al progetto di Campus universitario a Lugano-Viganello (vedi articolo suggerito), il team Essentia chiede oggi tramite un comunicato stampa le dimissioni del presidente SUPSI Alberto Petruzzella (nella foto), del direttore SUPSI Franco Gervasoni, del segretario USI Albino Zgraggen, come pure un atto di responsabilità dei membri dei consigli d’amministrazione di entrambe università.
"Nella domanda di costruzione per il futuro Campus USI/SUPSI di Viganello, depositata il 4 gennaio 2016 presso la città di Lugano, USI/SUPSI congiuntamente agli architetti Tocchetti e Pessina hanno presentato scrupolosamente, senza alcuna autorizzazione, i piani del progetto Zenobia copiati dal team Essentia AG guidato dall’architetto Arbnor Murati" si legge nel comunicato. "Il Campus disegnato da Zenobia rispecchia infatti fedelmente i piani elaborati nel 2012 dal team Essentia e consegnati al committente USI/SUPSI: piani che però, a suo tempo, la committenza non accettò, al punto da scindere nel 2013 il contratto con Essentia per presunta inadempienza ed incapacità. A titolo d’esempio, la volumetria, le proporzioni e l’organizzazione degli spazi interni di Zenobia 2016, così come l’accesso all’autorimessa sotterranea, sono state ampiamente mutuate dal nostro progetto. I piani di Zenobia consegnati al concorso di architettura del 2011 erano peraltro profondamente diversi rispetto a quelli attuali, come detto ampiamente ripresi dal nostro lavoro. Per questi motivi, il team Essentia ha sporto denuncia per violazione dei diritti d’autore nei confronti di USI/SUPSI."
"Quanto è accaduto non è nient’altro che un saccheggiamento, un contrabbando della proprietà intellettuale altrui" prosegue il team Essentia. "Questo avvenimento ha una certa portata anche per la comunità scientifica svizzera, in quanto vuole essere l’emblema, purtroppo, della fragilità deontologica con cui anche grandi progetti vengono portati avanti. Quanto accaduto funga quindi da monito per le future generazioni e che accenda il campanello d’allarme alle istituzioni del Canton Ticino."
"Il plagio perpetrato nei nostri confronti dimostra inequivocabilmente che il lavoro da noi prodotto per la committenza era di altissima caratura, e che il fatto che USI/SUPSI abbiamo deciso in seguito di scindere il contratto per “inadempienza e incapacità” è in realtà sinonimo di una cattiva gestione da parte loro" conclude il team Essentia. "Infine chiediamo alle istituzioni giudiziarie di questo Cantone che prendano i provvedimenti penali necessari contro la dirigenza USI/SUPSI e che il Campus USI/SUPSI cessi l’avanzamento dei lavori fin quando non venga fatta luce su questa spiacevole situazione."
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