
Il gruppo dei Verdi del Ticino ed alcuni esponenti di altri movimenti e partiti hanno inoltrato oggi una mozione per chiedere lo stato di emergenza climatica in Ticino. Si chiede nello specifico che il Cantone si approcci al problema "con lungimiranza e tempestività sottoponendo ogni decisione presa in parlamento e in governo a criteri di sostenibilità ecologica minimizzando finalmente il nostro impatto sull’ambiente".
Secondo il movimento ecologista le conseguenze di questo fenomeno "di comprovata origine antropogenica si cominciano a vivere intensamente anche alle nostre latitudini. Forti sbalzi di temperatura, siccità, ondate di caldo, fenomeni climatici estremi sono i principali campanelli d’allarme che concretizzano sotto i nostri occhi i proclami di scienziati e attivisti. Le conseguenze nel settore agricolo indigeno, e conseguentemente sull’approvvigionamento alimentare, sono già ingenti e fonte di preoccupazione. Ecosistemi, biodiversità e vita sono a forte rischio".
"Non solo" si continua leggere nella nota. "Anche il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, a suo tempo, aveva considerato il problema del surriscaldamento climatico come d’importanza di sicurezza nazionale. La Banca Mondiale stima infatti che nei prossimi 30 anni il numero dei rifugiati climatici aumenterà a oltre 140 milioni. Una zona privilegiata come la nostra deve, non solo contribuire ad arginare il fenomeno dei cambiamenti climatici, ma anche valutare con tempestività le conseguenze per poter cominciare ad elaborare soluzioni che non ci facciano cogliere impreparati".
Per i Verdi il Ticino "non può sottrarsi agli avvenimenti che contraddistingueranno i prossimi decenni. Oggi può decidere se approcciarsi con innovazione portando del valore aggiunto alla sfida del secolo ed essere parte nella soluzione o se subirne passivamente gli effetti continuando ad alimentare il problema".
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