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Ticino
Sì del PLR alla ricerca e al progresso
Sì del PLR alla ricerca e al progresso
Sì del PLR alla ricerca e al progresso
Redazione
10 anni fa
Il partito si felicita per l'estensione dell'accordo sulla libera circolazione alla Croazia e sulla moratoria degli studi medici

Il PLR prende posizione sulla tre giorni di Sessione speciale del Consiglio nazionale, che ha visto all'ordine del giorno importanti dossier che hanno implicazioni dirette anche per il Ticino: Horizon 2020 e la moratoria sugli studi medici. 

Il partito si felicita per l'estensione alla Croazia dell'accordo sulla libera circolazione, che permette al settore della ricerca e alle piccole e medie imprese "di tirare un profondo sospiro di sollievo, potendo continuare a far parte al programma europeo Horizon 2020". La firma per l’estensione dell'accordo sulla libera circolazione delle persone alla Croazia, ricorda il partito, era rimasta in sospeso per due anni. Come risposta al voto del 9 febbraio 2014, l’Unione europea aveva sospeso la partecipazione svizzera al programma europeo di ricerca Horizon 2020 (ricerca e innovazione) e al programma di scambi di studenti Erasmus+ (formazione). Ora la piazza economica Svizzera può continuare a fare affidamento sul programma Horizon 2020, "importante per i nostri istituti di ricerca come USI e SUPSI e per le piccole e medie imprese che avranno più opportunità per investire e svilupparsi così come di consolidare partenariati in tutta l’Unione europea".

"Il progetto di ricerca Horizon 2020" prosegue il PLR, "è il fiore all’occhiello in questo settore. Se la Svizzera non vi dovesse partecipare, i ricercatori non verrebbero più nel nostro Paese e rischieremmo così di rimanere indietro in un contesto internazionale che si sviluppa sempre più velocemente".

Nonostante invece la moratoria sia una soluzione di compromesso, il PLR si felicita del voto odierno perché quest'ultimo obbliga la Confederazione "a trovare una soluzione che contribuisca in maniera reale a ridurre l'evoluzione dei costi in tutto il settore ambulatorio". Il Parlamento in sostanza ha deciso che i cantoni devono ancora avere la possibilità di limitare per tre anni al massimo l'apertura di studi medici, sottolineando però l’importanza di ricercare nuove soluzioni per contenere i costi sanitari e per cercare di contenere l’aumento dei costi della salute e dei premi di cassa malati.

"Cosciente del fatto che sia una decisione importante per il Ticino, il cui settore ambulatoriale determina circa il 40% dei costi della LAMal che corrispondono a circa 580 milioni di franchi annui e che già oggi è soggetto a un aumento annuo di circa il 6-7%, il PLR auspica che, per impedire l’aumento dei costi, in futuro s’introduca uno strumento nuovo, che elimini gli effetti secondari nefasti della moratoria contribuendo in maniera reale a ridurre l’evoluzione dei costi in tutto il settore ambulatorio".

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