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Ticino
"Sì" del Gran Consiglio agli oltre 5 milioni per gli impianti di risalita
© CdT/Chiara Zocchetti
© CdT/Chiara Zocchetti
Laura Milani
un anno fa
Ampio sostegno del Parlamento al credito per il prossimo quadriennio alle cinque principali stazioni - Airolo, Bosco Gurin, Campo Blenio, Carì e Nara - vincolato alla manutenzione degli impianti.

Tutti i granconsiglieri presenti oggi in aula hanno sottolineato l’importanza delle stazioni sciistiche ticinesi per tutta una serie di motivi: lo sport giovanile, il turismo, i posti di lavoro nelle regioni periferiche. Di qui, l’ampio sostegno al rinnovo del credito di 5,6 milioni per il prossimo quadriennio alle cinque principali stazioni vincolato alla manutenzione degli impianti: Airolo, Bosco Gurin, Campo Blenio, Carì e Nara. Stazioni minacciate dai cambiamenti climatici e dai rincari, ma che negli ultimi anni hanno tutte dimostrato la volontà di lavorare insieme e di renderle fruibili l’intero anno con diversi progetti che vanno dalla mountain bike agli eventi, passando per le passeggiate. Ecco perché, ha detto il relatore di maggioranza Luca Renzetti, il sostegno non è un aiuto a fondo perso, bensì un accompagnamento per la transizione. "Gli impianti di risalita non sono solo strutture turistiche, ma presidi sociali, centri di comunità e scuole a cielo aperto", ha detto Renzetti. In queste stazioni "migliaia di bambini imparano a sciare, a conoscere la montagna, a vivere la fatica, il rispetto delle regole e il territorio. Sono valori che nessun bilancio può tradurre in cifre". Inoltre "questi comprensori danno lavoro a centinaia di persone, in gran parte residenti nella valli".

Il rapporto di minoranza

Al sostegno ai cinque principali impianti si aggiungono poi i 214mila franchi alle stazioni minori che rientrano negli 11,5 milioni della politica regionale. Il Consiglio di Stato avrebbe voluto cambiare strategia, passando la responsabilità alle organizzazioni turistiche, ma il Parlamento si è opposto. Una minoranza commissionale, e anche in aula, pur sostenendo l’importanza delle stazioni sciistiche avrebbe invece auspicato un cambio di strategia. "Qui non discutiamo solo di impianti invernali, ma di come il Cantone gestisce i soldi dei contribuenti", ha rilevato la deputata di Avanti con Ticino&Lavoro Amalia Mirante. "Da decenni si rinnovano contributi uguali con le stesse cifre e gli stessi meccanismi. E dopo decenni i bilanci restano in rosso, la dipendenza ai sussidi invariata. La governance è frastagliata: società miste". Il rapporto di minoranza "non nega il supporto pubblico, chiede solo una cosa di buon senso: chiarezza, trasparenza, obiettivi concreti". Dal canto suo, il consigliere di Stato Christian Vitta ha spiegato che il credito sarà sempre più integrato a questo concetto di destagionalizzazione.