
Le trattative fiscali e finanziarie con l'Italia, volte a risolvere diverse situazioni tra cui la presenza del nostro Paese nella black list, sono state interrotte in seguito alla caduta del Governo Monti e non sono ancora ricominciate. Lo ha ammesso oggi il Consiglio federale, in risposta al consigliere nazionale Marco Romano (PPD). Malgrado nel frattempo l'Italia abbia trovato un nuovo Governo, la riorganizzazione del Ministero per l'economia e le finanze non è ancora conclusa, per cui le trattative con la Svizzera non hanno potuto riprendere. Le autorità elvetiche sono comunque in contatto con il Governo italiano e sono pronte a riallacciare il dialogo non appena ci sarà la disponibilità della controparte, secondo il Consiglio federale. "Piano piano la cosa comincia a irritare parecchio" commenta Marco Romano. "Da un lato il Governo continua a dire che i rapporti con l'Italia sono buoni, dall'altro ammette che non c'è un interlocutore: è disarmante!"Secondo Romano è tempo di passare dall'attesa all'azione. "È molto da svizzero-tedeschi stare qua fiduciosi ad aspettare la telefonata italiana. Io ritengo che occorra andare a Roma e mettere sul tavolo le nostre richieste, con delle tempistiche precise.""Non dobbiamo però abbassarci al loro livello" prosegue Romano, che si è detto e continua a dirsi contrario a un blocco dei ristorni. "Quella sarebbe stata una misura sbagliata. Piuttosto dismettiamo del tutto l'accordo sulla fiscalità dei frontalieri, noi li tassiamo qui in Svizzera per quanto riguarda la parte svizzera e l'Italia li tassa per la sua parte."Una misura che non sarebbe illegale. "È contemplato nel famoso accordo del 1974 che una parte può disdirlo senza il consenso dell'altra parte. Io ritengo che i tempi possano essere maturi per una tale mossa."AS
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