
L'OCST agisce secondo principi del Medioevo, secondo il deputato leghista Massimiliano Robbiani, che in una presa di posizione ha severamente criticato il sindacato per il suo ricorso al Tribunale amministrativo cantonale contro l'apertura straordinaria dei negozi di domenica 27 dicembre 2015.
Un'apertura straordinaria concessa dal DFE in quanto i due giorni precedenti, Natale e Santo Stefano, sono festivi. Pertanto è stato ritenuto che un terzo giorno di chiusura dei negozi avrebbe potuto comportare difficoltà di approvigionamento per alcune famiglie (o meglio, un esodo nella vicina Italia).
Robbiani, che condivide la posizione del DFE, non ha affatto gradito il ricorso dell'OCST contro l'apertura straordinaria ed ha accusato il sindacato di causare così la perdita di posti di lavoro in Ticino.
Un'accusa cui ribatte, su Facebook, un sindacalista OCST, il deputato Giorgio Fonio.
"Nel suo scritto Robbiani ricorda che il settore vendita sta attraversando un periodo "non certo dei più felici, complice il franco forte e la crisi in generale che sta affliggendo l’economia", e che, a suo dire, i sindacati "dovrebbero in primis difendere il lavoro, non ostacolarlo"," esordisce Fonio.
"Nel suo preavviso però il DFE mette l'accento su un altro aspetto" sottolinea il deputato PPD. "Infatti ha stabilito che la particolare situazione di tre giorni festivi consecutivi (25, 26 e appunto domenica 27) può eccezionalmente giustificare un'apertura generalizzata sulla base dell'interesse della popolazione a potersi riapprovvigionare in tempi ragionevoli dopo le festività natalizie."
"Il mese di dicembre per i collaboratori della vendita è già di per se un mese impegnativo" prosegue Fonio. "Basti pensare che in quel mese i collaboratori saranno impegnato per due domeniche e un festivo (8 dicembre)."
Fonio scrive poi che proprio ieri il sindacato ha incontrato numerosi responsabili di negozi della grande distribuzione e che "i più contenti di questa scelta si sono dimostrati proprio loro per alcuni ovvi motivi."
Questi motivi sono lo "scetticismo dal punto di vista economico" scrive Fonio, dato che "secondo i gerenti non sarebbero molti coloro che hanno ancora disposizioni grossi budget da spendere dopo le festività natalizie."
Ma anche le "difficoltà organizzative soprattutto nel garantire al cliente qualità nei prodotti" aggiunge Fonio. "Infatti risulta difficile pensare di offrire al consumatore prodotti freschi (frutta, verdura, ecc..)."
E non da ultimo, scrive ancora Fonio facendo notare che a sostenerlo sono i gerenti e non i sindacati, "vi è la consapevolezza che tre giorni a casa nella vendita sono una rarità e dunque, visto il favore fatto dal calendario, viene vista positivamente la possibilità di vedere i propri collaboratori stare con la famiglia per le festività natalizie. Non dimentichiamoci che buona parte de personale della vendita sono donne e madri!"
"Caro Max" conclude il sindacalista OCST, "probabilmente ogni tanto avremmo bisogno di tornare veramente nel Medioevo, per rimettere al centro delle nostre priorità vecchi valori ormai dimenticati."
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