
Nel Lago Maggiore iniziano domani mattina le ricerche della torpediniera "Locusta" della Guardia di Finanza italiana, affondata l'8 gennaio 1896 al largo di Punta Cavalla, tra Maccagno e Zenna, durante una tremenda tempesta.
Sulla Locusta, un batello incrociatore in acciaio di venti metri, si trovavano 8 militari della Regia Marina e 4 militari della Regia Guardia di Finanza, in servizio anti contrabbando sul confine lacustre tra Svizzera e Italia.
Finora non sono mai stati ritrovati né la torpediniera, né i membri d'equipaggio, nonostante diversi tentativi di ricerca, l'ultimo dei quali nel 2006 in occasione del 110° anniversario del naufragio.
Questa volta le speranze di giungere al ritrovamento della torpediniera sono però molto più consistenti, grazie all'utilizzo di una nuova tecnologia messa a punto dall'ingegnere Guido Gay, di Lugano, conosciuto a livello mondiale nel campo dell'esplorazione marina. Una tecnologia che permette una più puntuale e precisa scansione del fondale e che ha già permesso di individuare, nel 2012, il relitto della corrazzata "Roma", affondata lungo le coste della Sardegna nel 1943.
Gay parteciperà alle ricerche, che inizieranno domani mattina in prossimità del confine italo-svizzero del Lago Maggiore, dove la torpediniera fu avvistata per l'ultima volta in quella tragica notte del 1896. La conclusione delle ricerche, indipendentemente dal loro esito, è prevista per il prossimo 28 aprile.
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