
L'Ente ospedaliero cantonale dovrà fornire alla Procura ticinese tutto il materiale relativo a un episodio avvenuto l'8 maggio 2013, quando un paziente ricoverato presso l'Ospedale San Giovanni di Bellinzona si buttò dal balcone della camera dove era ospitato.
L'uomo era poi deceduto nel febbraio 2015 e, nell'ambito del procedimento penale avviato contro ignoti, il Procuratore pubblico aveva emanato un ordine di perquisizione e sequestro, inviato direttamente al patrocinatore dell'EOC, avvocato Mario Molo, volto alla consegna dei questionari compliati dal personale che aveva in cura l'interessato al momento della caduta. Questi questionari dovevano servire a capire in che modo era stato valutato l'incidente da parte del personale medico e infermieristico.
L'EOC aveva impugnato l'ordine di perquisizione e sequestro dinanzi alla Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello del Canton Ticino, adducendo motivi di tutela del segreto professionale dei medici e dei loro ausiliari, ma il suo reclamo era stato dichiarato irricevibile.
L'ente ha quindi provato ad appellarsi alla massima corte elvetica, il Tribunale federale di Losanna, dove il ricorso è stato dichiarato ammissibile ma è stato respinto (sentenza 1B_289/2016 dell'8 dicembre, pubblicata oggi). Il Procuratore pubblico potrà quindi ora finalmente perquisire l'Ospedale San Giovanni alla ricerca dei documenti necessari per chiudere il procedimento.
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