
C'è anche un ex calciatore, oggi senatore, tra le persone coinvolte nell'inchiesta che ha portato martedì all'arresto del CEO di BTG Pactual Andre Esteves e del senatore Delcidio Amaral, leader della maggioranza governativa in Senato.
Si tratta di Romario, capocannoniere della Coppa del Mondo del 1994.
In una registrazione audio risalente a inizio novembre, a disposizione degli inquirenti, si parla esplicitamente di un conto di Romario presso una banca svizzera.
Un'indiscrezione, quella del conto in Svizzera, che era emersa già nel luglio scorso, quando il settimanale Veja aveva scritto dell'esistenza di un conto dell'ex calciatore presso la BSI, con 2,1 milioni di franchi non dichiarati al fisco. All'epoca sia Romario che la banca ticinese avevano smentito la notizia.
Ma oggi, messo alle strette dalla registrazione audio, Romario ha finalmente vuotato il sacco, almeno in parte: "Sì, quando giocavo in Europa avevo un conto alla BSI" ha ammesso il senatore in un'intervista a O Globo. "Non mi ricordo quando è stato chiuso. Ma penso che un conto, se non ci sono né soldi né movimenti, venga chiuso automaticamente."
Gli inquirenti brasiliani sono invece convinti che il conto sia tuttora esistente. E proprio ieri, secondo quanto scrive O Globo, hanno chiesto alla Procura svizzera di investigare su quel conto, sul quale si ritiene siano state versate delle bustarelle in chiave elettorale.
Se il conto esiste o meno, lo scopriremo.
Intanto quel che è certo è che ad esistere è la registrazione che inchioda Romario. E non solo lui. Infatti, secondo quanto scrive Bloomberg, sarebbe stata proprio quella registrazione a portare agli arresti di Esteves e Amaral.
AS
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