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Politica
Si aprono scenari (anche inediti) dopo la discesa in campo di Zali
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
un giorno fa
L’annuncio del consigliere di Stato leghista potrebbe smuovere non di poco le acque a livello di forze politiche del nostro Cantone. Tra alleanze che sembrano concluse e sfide finora mai viste, sono numerosi gli scenari che potrebbero aprirsi.

Claudio Zali sarà della partita. Il consigliere di Stato ha confermato la sua intenzione di ricandidarsi alle elezioni cantonali del 2027, una mossa che potrebbe smuovere in modo significativo gli equilibri politici ticinesi e aprire scenari finora inediti.

L’alleanza Lega-UDC

Il primo nodo riguarda la possibile fine dell’alleanza tra Lega e UDC. Pur senza conferme ufficiali, i democentristi avevano già lasciato intendere che con Zali in lista l’intesa sarebbe saltata. Uno scenario che renderebbe plausibile una corsa separata delle due forze di destra, con esiti difficili da prevedere.

Gli altri partiti

Sul fronte degli altri partiti si registrano osservazioni attente ma poche prese di posizione pubbliche. Il PLR, che non si è ancora esposto pubblicamente, potrebbe tentare il raddoppio, mentre Centro e PS seguono con attenzione l’evoluzione della situazione.

Uno scontro interno alla Lega

Una sfida potrebbe inoltre emergere all’interno della stessa Lega: se dovesse correre da sola, rischiando di perdere un seggio, ne emergerebbe una sfida interna tra gli uscenti Zali e Norman Gobbi. Uno scontro tra due membri dello stesso partito in Consiglio di Stato che, a memoria, è difficile ricordare. Nel 1987 ci fu un episodio simile legato agli uscenti PPD Renzo Respini e Fulvio Caccia. A spuntarla fu il primo, con l'ingresso di Martinelli e quindi la presenza di due esponenti della sinistra (lui e Bervini).

Cinque membri di Governo appartenenti a cinque partiti diversi

Tra le ipotesi sul tavolo vi è anche quella — mai verificatasi — di un Governo composto da cinque consiglieri di Stato appartenenti a cinque partiti diversi. Cosa ne scaturirebbe? È tutto da capire, anche se viene detto che in Governo deve sempre prevalere la collegialità.

Il piano B

Sullo sfondo resta infine il “piano B” evocato da Zali: una candidatura al Consiglio degli Stati in caso di sconfitta alle cantonali. Dal canto suo Gobbi ha ribattuto che per lui c’è solo un piano A. Anche a livello federale, dunque, gli scenari restano aperti. Agli Stati c’è Fabio Regazzi (Il Centro), ma anche il democentrista Marco Chiesa. Un altro possibile duello Lega-Udc. Tanti gli scenari, insomma, con il Cantone che potrebbe trovarsi in una situazione unica nella sua storia.