
Si è aperto oggi per quasi 55mila allievi e allieve e 7mila docenti delle scuole pubbliche e private del Cantone il nuovo anno scolastico. Questa mattina a Palazzo delle Orsoline a Bellinzona è stato focalizzato lo sguardo su alcuni ambiti al centro dell’attenzione per il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS).
Scuola, ruolo civile e sociale fondamentale
«L’inizio dell’anno scolastico è per allievi, allieve e per il personale scolastico tutto un passaggio importante, che porta nuove opportunità di crescita e di incontro. La Scuola ha un ruolo fondamentale per lo scambio democratico e civile. Permette di "allenarsi" sin da piccoli», ha esordito così, nella tradizionale conferenza stampa di inizio anno scolastico, la Consigliera di Stato e direttrice del DECS Marina Carobbio Guscetti. «Le Direzioni e il corpo docente fanno quotidianamente un lavoro straordinario per accogliere allievi e allieve, accompagnarli, oltre che naturalmente trasmettere loro il sapere. E senza smettere di innovare. Vorrei ringraziare di cuore tutti coloro che nella scuola si investono per le nostre giovani generazioni. La scuola può e deve essere oggetto di costante verifica e miglioramento, ma – non dimentichiamolo – è talvolta uno degli ultimi spazi in grado di accogliere, includere e sostenere i giovani e le giovani. In un contesto sociale spesso frammentato, l’istituzione scolastica non si limita a educare, ma svolge un ruolo civile e sociale fondamentale».
Tre cantieri relativi al corpo docente
Marina Carobbio Guscetti è entrata nel merito di alcuni dei numerosi cantieri in corso, in particolare su tre ambiti collegati tra loro.«Vi sono da un lato gli approfondimenti, quasi giunti a conclusione, del Gruppo di lavoro «Orizzonti per la formazione docenti in Ticino», istituito allo scopo di approfondire le attuali modalità di formazione dei docenti e delle docenti in Ticino, con particolare attenzione alle e ai docenti delle scuole medie e medie superiori». Un gruppo cui partecipa, assieme al DECS, il Dipartimento formazione e apprendimento / Alta scuola pedagogica della Scuola universitaria professionale della svizzera italiana (SUPSI). «I risultati di questo lavoro, in cui sono stati coinvolti numerosi portatori di interesse, verranno presentati prossimamente in un’apposita conferenza stampa».
Vi è poi l’Osservatorio docenti, il dispositivo permanente voluto a fine 2024 per monitorare le dinamiche demografiche e le implicazioni che queste comportano per il sistema scolastico. «L’Osservatorio analizza i dati – provenienti da indagini puntuali, banche dati amministrative, statistiche federali e cantonali – con l’obiettivo di identificare tendenze, criticità e opportunità, offrendo un quadro chiaro e aggiornato sia sull’evoluzione demografica di allievi e allieve, sia sul fabbisogno di personale docente. Si tratta di uno strumento che deve permettere ai decisori – alla politica anzitutto – di definire risposte e priorità, anche tenendo conto dei mutati bisogni di allievi e allieve e del futuro professionale dei docenti e delle docenti». Il primo rapporto è stato trasmesso nel settembre dello scorso anno al Parlamento e poi reso pubblico. Il secondo rapporto, più dettagliato, sarà pronto in autunno.
Vi è infine il cantiere relativo alle procedure di assunzione e selezione dei docenti e delle docenti, procedure che costituiscono un ambito particolarmente complesso, per la varietà delle situazioni da gestire e per la necessità di garantire ogni anno la copertura del fabbisogno di personale in tutti gli ordini e gradi scolastici. «Nel 2024 avevo voluto che venisse dato avvio a un lavoro di approfondimento e di progressivo affinamento delle procedure. Si tratta di un percorso che coinvolge diversi attori e che, per sua natura, richiede tempi di implementazione graduali».
Un primo gruppo di interventi, presentati anche nelle risposte fornite ad alcuni atti parlamentari, è già stato realizzato in occasione della pubblicazione dei concorsi scolastici per l’anno 2026/2027. Sono state riviste alcune formulazioni e sono state rese più chiare le informazioni relative all’organizzazione delle procedure di assunzione. L’obiettivo è rendere il percorso più chiaro, comprensibile e trasparente per chi vi partecipa. «Ho voluto fermamente che un’attenzione particolare venisse dedicata agli incarichi limitati, che possono per legge essere attribuiti, in determinate circostanze, per rispondere a un fabbisogno particolare della scuola. In questo ambito il DECS ha introdotto indicazioni più restrittive e una modalità di raccolta e monitoraggio più accurata delle proposte di incarico. L’obiettivo, salvo casi eccezionali motivati, è favorire la precedenza nelle assunzioni di persone che hanno partecipato al bando di concorso e hanno tutti i requisiti formali richiesti».
Nel complesso, l’attuale sistema consente ogni anno di assicurare la presenza del personale necessario nelle scuole di tutto il Cantone, a fronte di un fabbisogno molto articolato e di procedure che coinvolgono un numero elevato di candidature e di profili professionali. Restano margini di miglioramento. «Il lavoro in corso va proprio nella direzione di rendere progressivamente le procedure più chiare, trasparenti e coerenti», ha evidenziato la Consigliera di Stato. Un lavoro, questo, che beneficia anche di quanto emerge dagli approfondimenti dell’Osservatorio docenti.
Prevenzione di ogni forma di violenza
Proseguono gli sforzi sia sul fronte della prevenzione del disagio, sia su quello della gestione delle singole situazioni di grande difficoltà, con un notevole investimento da parte delle figure e dei servizi preposti nella scuola e attraverso un rafforzamento della collaborazione con gli attori esterni. La direttrice del DECS ha voluto focalizzare l’attenzione sul «tema del rispetto, alla base di ogni relazione umana, e sul tema, strettamente correlato, della prevenzione e del contrasto di violazioni dell’integrità della persona, che mi stanno particolarmente a cuore. Tematiche che porto avanti a livello politico da anni. Come ho già avuto modo di sottolineare, gli sforzi a livello di scuola, di istituzioni tutte e di società a favore del rispetto e dell’integrità personale, a favore della prevenzione di ogni forma di violenza, devono essere moltiplicati. Nella scuola stiamo proseguendo un percorso avviato tre anni or sono. Si tratta di potenziare ulteriormente gli strumenti di prevenzione del disagio e di possibili abusi, come pure quelli di segnalazione».
A livello preventivo, si sta rafforzando la formazione del corpo docente e delle Direzioni scolastiche. A giugno ha preso avvio una sensibilizzazione online obbligatoria per tutti i docenti e tutte le docenti delle scuole dell’obbligo sull’educazione all’affettività e alla sessualità, con una forte componente preventiva quanto a violenze. È inoltre in fase di definizione una formazione specifica sul tema delle violazioni dell’integrità della persona per dirigenti scolastici, sulla falsariga di quella per i quadri Amministrazione cantonale. E si stanno introducendo nuove attività, a complemento di quelle già esistenti, rivolte ad allievi e allieve in tutti gli ordini scolastici.
Si sta al tempo stesso lavorando sulle segnalazioni di comportamenti inadeguati da parte di personale scolastico. «Nel 2023 avevo voluto l’introduzione dell’obbligo di segnalazione per le Direzioni delle scuole cantonali, esteso nel 2024 a quelli delle scuole comunali, al fine di contrastare comportamenti, linguaggio o atteggiamenti svilenti nei confronti di allieve e allievi. Già da alcuni mesi stiamo rivedendo le indicazioni sulla base dell’esperienza acquisita. Un lavoro che dovrebbe concludersi nei prossimi mesi. Sappiamo che i protocolli non possono sostituire la responsabilità individuale. Possono però contribuire a portare maggiore chiarezza e – assieme alla prevenzione – a promuovere una cultura del rispetto» ha indicato Marina Carobbio Guscetti. «Dobbiamo assicurarci che allievi e allieve in primis, ma anche docenti, operatori e operatrici scolastiche, abbiano più canali a disposizione per segnalare. E che vi sia la fiducia per farlo. Stiamo lavorando a un apposito dispositivo; quando sarà completo, informeremo compiutamente. Non dimentichiamo tra l’altro l’ambito della formazione professionale; gli apprendisti e le apprendiste. Su cui stiamo pure investendo».
La direttrice del DECS ha quindi voluto chiarire: «Sono circolate negli ultimi giorni letture generalizzate sulla scuola, che hanno messo in discussione indistintamente l’operato di tutte le direzioni e del corpo docente. Se ci sono situazioni problematiche, non solo è giusto ma è d’obbligo affrontarle. È mio, nostro, dovere farlo, con serietà e nel rispetto delle procedure. Nessuno chiede di coprire eventuali criticità. Esigo anzi che venga fatta luce su di esse. Generalizzare non va però bene. Significa gettare un’ombra su migliaia di persone che ogni giorno, con competenza e dedizione, si occupano dei nostri giovani e delle nostre giovani. E significa, alla lunga, minare la fiducia della popolazione verso un’istituzione, la scuola pubblica, che è tra i pilastri del nostro Cantone e anzi un baluardo di accoglienza, valorizzazione e crescita. Non possiamo lasciare che casi singoli, per quanto gravi e da stigmatizzare con fermezza, vengano strumentalizzati e macchino la reputazione di migliaia di professionisti e professioniste dell’educazione che svolgono con competenza e dedizione un lavoro fondamentale al servizio dei giovani, delle giovani, delle famiglie e della società tutta».
Le parole alla base di una cultura del rispetto
La conferenza stampa è stata l’occasione per affrontare un’altra questione d’attualità. «La cultura del rispetto passa in primo luogo dalle parole. Il modo in cui ogni individuo, le istituzioni, la comunità tutta si esprimono ha un enorme valore. Le parole possono costruire, rincuorare, ma anche ferire, distruggere. Constato da tempo che termini carichi di rabbia, di aggressività, di odio si moltiplicano. Dilagano nel mondo virtuale e in quello reale. Generano altra rabbia, frustrazioni, in un pericoloso circolo vizioso. Il rispetto, che da anni viene promosso con grande impegno nelle scuole, a tutti i livelli, deve in primis passare dalle parole», ha dichiarato la Consigliera di Stato.
Di qui un appello a parole «costruttive, critiche magari anche, ma non distruttive dell’altro, della persona. La scuola ha uno spazio di manovra per invitare a parlare «bene», per tematizzare la questione, per allenare allievi e allieve a toni civili, rispettosi. Ci vuole tuttavia uno sforzo di società, a 360 gradi».
Evoluzione demografica della popolazione scolastica
Il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport, con la creazione dell’Osservatorio docenti, ha avviato un lavoro sistematico di analisi dell’evoluzione del corpo docente e della popolazione di allievi e allieve, con l’obiettivo di disporre di informazioni aggiornate e affidabili per accompagnare le scelte future in materia di formazione, reclutamento e organizzazione scolastica. «La creazione dell’Osservatorio risponde alla necessità di leggere con attenzione i cambiamenti che interessano il mondo della scuola», ha spiegato Emanuele Berger, coordinatore del DECS e direttore della Divisione della scuola (DS). «La disponibilità di dati relativi all’evoluzione demografica della popolazione scolastica, alla composizione del corpo docente e ai fabbisogni futuri permette infatti di superare una lettura basata unicamente sulle esigenze contingenti e di sviluppare una pianificazione a medio e lungo termine».
Il rapporto completo dell’Osservatorio, che sarà pubblicato nel corso dell’autunno, «proporrà un’analisi approfondita dei diversi elementi che concorrono alla definizione dei fabbisogni futuri, considerando non soltanto l’evoluzione del numero di allievi e allieve, ma anche altri fattori quali il ricambio generazionale del corpo docente, la distribuzione degli effettivi e le dinamiche legate alle diverse discipline. Oggi anticipiamo alcuni dati aggiornati già disponibili relativi all’evoluzione della popolazione scolastica nella scuola dell’obbligo e nelle scuole medie superiori, con l’obiettivo di offrire un primo quadro quantitativo delle tendenze in atto».
Scuole dell’infanzia
Per le scuole dell’infanzia, il quadro a breve termine appare complessivamente stabile. Nell’anno scolastico 2026/2027 è prevista una diminuzione di 2,5 sezioni rispetto all’anno precedente, 2 delle quali nel circondario del Luganese. Anche per il 2027/2028 la flessione delle sezioni stimata a livello cantonale è contenuta, sebbene con differenze tra le regioni: il Locarnese e Valli e il Mendrisiotto dovrebbero perdere due sezioni ciascuno, mentre il Luganese dovrebbe recuperare le due sezioni perse quest’anno. Nel complesso, entro l’anno scolastico 2027/2028 il numero di sezioni diminuirebbe di 4,5 unità. Le più recenti informazioni demografiche indicano quindi un rallentamento della contrazione nel breve periodo. Rimane tuttavia confermata la tendenza di fondo legata alla denatalità, che lascia prevedere una progressiva diminuzione del numero di sezioni anche negli anni successivi.
Scuole elementari
Per le scuole elementari, l’anno scolastico 2026/2027 segna una lieve diminuzione del numero di sezioni a livello cantonale (-3,5) rispetto all’anno scolastico precedente. Dietro questo dato complessivamente contenuto si celano però differenze significative tra i circondari. Nel Luganese si registra la contrazione più marcata (-7 sezioni), seguito dal Locarnese e Valli (-2). Per contro, nel Bellinzonese e Tre Valli e nel Mendrisiotto e Basso Ceresio è prevista l’apertura di nuove sezioni (rispettivamente +1,5 e +4). La diminuzione sarà invece più marcata nell’anno scolastico 2027/2028, quando si stima che a livello cantonale le sezioni diminuiranno di ulteriori 16 unità. Il Bellinzonese e Tre Valli, il Locarnese e Valli e il Luganese perderanno ciascuno 3 sezioni, mentre il Mendrisiotto e Basso Ceresio ne perderà 7. Le tendenze demografiche indicano inoltre che questa contrazione proseguirà anche oltre il 2027/2028.
Scuole medie
Con 643 sezioni, le scuole medie raggiungeranno il proprio massimo nel 2026/2027. A partire dall’anno successivo è invece attesa un’inversione di tendenza, con una diminuzione progressiva del numero di sezioni. Questa evoluzione è coerente con lo scenario demografico medio pubblicato nell’aprile 2025 dall’Ufficio cantonale di statistica (Ustat), che prevede, dopo il 2026, l’avvio del calo dei giovani undicenni in ingresso nella Scuola media. I dati indicano inoltre che il 2027/2028 dovrebbe segnare l’inizio di una fase prolungata di contrazione degli effettivi scolastici e, di conseguenza, del numero di sezioni. Secondo le attuali proiezioni, il minimo storico di allievi e allieve della Scuola media dovrebbe essere raggiunto nel 2034.
Scuole medie superiori
Anche le previsioni per l’anno scolastico 2027/2028 confermano la tendenza, già osservata nel 2026/2027, a una progressiva riduzione del numero di sezioni nelle scuole medie superiori. Qualora il calo di quattro sezioni previsto per il 2027/2028 dovesse concretizzarsi, questo ordine scolastico perderebbe complessivamente otto sezioni nell’arco di due anni, un’evoluzione in netta controtendenza rispetto al passato. Negli ultimi decenni, infatti, le Scuole medie superiori avevano conosciuto un periodo di stabilità, con una lieve crescita degli effettivi, culminata con il superamento della soglia di 5’100 allievi e allieve nell’anno scolastico 2022/2023.«I dati confermano l’importanza di disporre di uno strumento di monitoraggio continuo. L’evoluzione del numero di allievi e allieve, il ricambio generazionale del corpo docente e le differenze tra discipline e livelli scolastici richiedono infatti un’analisi costante e una capacità di programmazione anticipata», ha aggiunto Emanuele Berger. «L’Osservatorio docenti rappresenta quindi uno strumento che si conferma essere particolarmente valido al servizio della scuola, finalizzato a sostenere decisioni fondate su elementi oggettivi e a garantire nel tempo la disponibilità delle competenze necessarie per assicurare la qualità dell’insegnamento.».
È fondamentale sottolineare che le stime indicate non sono previsioni assolute: si tratta di scenari plausibili e orientativi, sulla base dei dati oggi disponibili, concepiti per offrire un quadro informativo solido, a supporto delle decisioni strategiche.
Insegnamento del tedesco dalla prima media
Con l’inizio dell’anno scolastico 2026/2027 prende avvio l’anticipo dell’insegnamento del tedesco alla prima media, in attuazione della decisione assunta dal Gran Consiglio nel mese di marzo del 2023. «A seguito di questa decisione, il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport ha lavorato all’attuazione, predisponendo le condizioni organizzative, didattiche e formative necessarie affinché il nuovo percorso potesse essere introdotto nelle migliori condizioni possibili», ha indicato il direttore della Divisione della scuola Emanuele Berger. Le allieve e gli allievi che intraprenderanno già dalla prima media lo studio del tedesco sono oltre 2’800 (159 sezioni). «Per allieve e allievi, l’introduzione del tedesco in prima media non comporta un aumento del carico scolastico complessivo. L’insegnamento è stato organizzato affinché l’apprendimento possa svilupparsi nell’arco di quattro anni, con una progressione graduale e coerente».
Sul piano didattico, è stato predisposto un nuovo manuale, intitolato Mach mit!, pensato specificamente per la prima media. I contenuti alternano attività ludiche, momenti di studio e occasioni di riflessione. Particolare attenzione è dedicata alle strategie di apprendimento, attraverso testi e situazioni comunicative diversificate. «I percorsi didattici prendono avvio da situazioni-problema autentiche, che permettono agli allievi e alle allieve di attivare progressivamente le competenze necessarie per raggiungere gli obiettivi di apprendimento e realizzare un prodotto finale», ha aggiunto Berger. «L’introduzione del tedesco in prima media consentirà, più in generale, di disporre di un arco temporale più ampio per sviluppare e approfondire maggiormente le competenze previste dal Piano di studio».
Divieto di utilizzo dei dispositivi mobili personali
Nel marzo del 2026 sono state introdotte le nuove Direttive sui dispositivi mobili personali, estese per la prima volta all’intera scuola dell’obbligo. «Le nuove disposizioni hanno introdotto un quadro comune per scuole comunali e scuole medie, prevedendo che i dispositivi mobili personali degli allievi e delle allieve rimangano spenti e non visibili durante l’intera giornata scolastica e sull’intero perimetro dell’istituto. Parallelamente, è stata ribadita l’importanza dell’educazione all’uso consapevole, responsabile e sicuro delle tecnologie, nella convinzione che la regolamentazione debba essere accompagnata da un’azione educativa rivolta ad allievi e allieve e da una collaborazione con le famiglie», ha ricordato Emanuele Berger. «L’introduzione di una regolamentazione comune per l’intera scuola dell’obbligo ha contribuito a rendere più chiaro il quadro di riferimento, a rafforzare una linea educativa condivisa rispetto all’uso dei dispositivi mobili personali a scuola, ma anche a ridare spazio a forme di socializzazione tra allievi e allieve non mediate dai dispositivi. Al tempo stesso grande attenzione è pure posta al favorire esperienze «alternative», ad esempio di immersione nella natura o in generale nel territorio, esperienze che un crescente numero di bambini e bambine, ragazzi e ragazze, non vive più a livello privato».
Durante i primi mesi di applicazione delle Direttive non sono emerse particolari criticità. Considerato il periodo ancora limitato, resta tuttavia importante monitorarne gli effetti e verificare l’eventuale necessità di introdurre correttivi. A questo scopo, il DECS mantiene un confronto costante con i diversi ordini scolastici coinvolti. Nel mese di maggio anche il Consiglio cantonale dei giovani aveva avuto modo di esprimersi sulle Direttive, nell’ambito del proprio ruolo consultivo. Il confronto ha rappresentato un’ulteriore occasione per raccogliere il punto di vista dei giovani e delle giovani direttamente interessati dalle disposizioni e per tenerne conto nella riflessione sull’evoluzione del quadro regolamentare.
Oltre 12mila persone impegnate in un percorso di formazione professionale
Sono 12’245 le persone che, in questi giorni, iniziano o riprendono il proprio percorso formativo in uno dei 22 centri e istituti della formazione professionale del Cantone. Oscar Gonzalez, aggiunto al direttore della Divisione della formazione professionale (DFP), dopo aver ringraziato le direzioni scolastiche, il corpo docente e le aziende formatrici per l’impegno profuso nella preparazione del nuovo anno scolastico, ha illustrato i dati, ancora provvisori, relativi agli effettivi in formazione. Si contano 315 giovani inseriti in un pretirocinio di orientamento o integrazione, 10’720 nella formazione professionale di base – 6’670 dei quali nella modalità duale scuola-azienda e 4’050 nelle scuole a tempo pieno – e 1’210 studenti e studentesse iscritti a una Scuola specializzata superiore (SSS) della formazione professionale superiore.
Con riferimento alla campagna di collocamento a tirocinio duale, che si concluderà a fine ottobre, Oscar Gonzalez ha sottolineato che «ad oggi sono stati sottoscritti 2’041 nuovi contratti di apprendistato duale. L’andamento delle nuove sottoscrizioni è in linea con quello registrato lo scorso anno, ma resta ancora aperta la sfida di trovare un posto di tirocinio per tutti i giovani e tutte le giovani che sono tuttora alla ricerca di un’azienda formatrice».
Per sostenere questi ragazzi e queste ragazze, la DFP, in collaborazione con l’Ufficio dell’orientamento scolastico e professionale (UOSP), ha riattivato nelle scorse settimane il Gruppo operativo per il collocamento a tirocinio (GOCT). Sono 213 i giovani e le giovani che si sono annunciati (201 nel 2025). Gli ispettori e le ispettrici di tirocinio della DFP, insieme agli orientatori e alle orientatrici dell’UOSP, sono al lavoro per accompagnarli nella ricerca di una soluzione formativa, favorendo il contatto con le aziende che dispongono ancora di posti di apprendistato vacanti. Le attività di sostegno proseguiranno sino alla fine di ottobre, con l’obiettivo di permettere a ciascun giovane di inserirsi in un percorso formativo o, se necessario, in un’offerta transitoria.
Millestrade e TicinoSkills
Oscar Gonzalez ha quindi ricordato che anche durante l’anno scolastico 2026/2027 proseguirà il progetto Millestrade, coordinato dalla DFP in collaborazione con l’UOSP, la Città dei mestieri della Svizzera italiana e i partner della formazione professionale. «L’iniziativa – che lo scorso anno ha proposto 213 eventi coinvolgendo oltre 13’000 partecipanti, con il contributo di 88 partener – continuerà a promuovere le opportunità offerte dalla formazione professionale di base e superiore a giovani, genitori, adulti e aziende». Tra gli appuntamenti in programma nel periodo autunnale figurano i TicinoSkills 2026 a Gordola dal 1° al 3 ottobre, con le selezioni regionali per la partecipazione agli SwissSkills 2027, e sabato 3 anche le porte aperte presso i diversi laboratori del Centro professionale di Gordola, per scoprire e sperimentare le diverse professioni del settore edile e artigianato.
«La formazione professionale è un settore di fondamentale importanza. Sin dal mio arrivo al DECS ho sostenuto e promosso con convinzione questo settore, che offre tra l’altro oggi molti più sbocchi che in passato e che permette – a chi desidera farlo – di proseguire anche gli studi», ha aggiunto la Direttrice del DECS Marina Carobbio Guscetti. «È cruciale che allievi e allieve possano scegliere il percorso e le professioni che meglio si addicono a loro e soprattutto che possano scegliere liberamente, svincolati da quegli stereotipi di genere che ancora esistono e che cerchiamo beninteso di contrastare».
Auguri per un nuovo anno scolastico arricchente e sereno
In chiusura la Consigliera di Stato ha espresso i suoi auguri per un ottimo anno scolastico ad allieve e allievi, alle loro famiglie e a tutto il personale scolastico. «Ad allievi e allieve auguro di essere felici, di coltivare la curiosità e di non avere paura di osare, di provare, di sbagliare e di ricominciare. Auguro anche loro di trovare nella scuola gli strumenti per conoscere meglio il mondo, come pure sé stessi e gli altri. Al personale scolastico – che ringrazio per il lavoro e l’impegno dedicati alla preparazione di questo nuovo anno – auguro di continuare a credere nel valore del proprio ruolo e nella forza dell’educazione. A tutta la comunità scolastica auguro infine di contribuire, ciascuno a modo proprio, a rendere la scuola e la società un luogo un po’ più giusto, più aperto e più umano». [1] «0,5 sezioni» indica un gruppo di allievi di scuola dell’infanzia che, non raggiungendo i criteri minimi per la composizione di una sezione (13 allievi), viene accorpato a un gruppo di allievi di scuola elementare che si trova nella stessa situazione. I due insieme compongono una sezione chiamata «classe di ciclo HarmoS».

