
«Bisogna far passare un principio molto chiaro: questi ennesimi tagli di posti di lavoro non devono essere accettati, non possono essere accettati». Questo il riassunto, da parte del membro di Comitato Matteo Pronzini, dell'assemblea pubblica di ieri sera indetta dal comitato «No allo smantellamento di FFS Cargo in Ticino», da cui è emersa delusione e preoccupazione per l'annuncio della seconda tranche di riassetto di FFS Cargo. Nella serata - da cui è emerso che anche le realtà comunali del Mendrisiotto, l'area più colpita, sono pronte a fare muro - è quindi stata generata una risoluzione. «Si concentra su due aspetti: il primo è la difesa dei posti di lavoro e la richiesta che non deve esserci nessuna riduzione salariale per il personale colpito da questi tagli. Il secondo è che il comitato, con la popolazione, con l'autorità cantonale e comunale e la deputazione allestiscano delle rivendicazioni da portare a Berna affinché le FFS diano anche un contributo allo sviluppo di questo cantone» spiega il deputato Mps. «Non possono unicamente chiederci sacrifici».
Governo, deputazione e popolo
A tal riguardo, proprio oggi il riassetto di FFS Cargo è stato affrontato anche nel canonico incontro prima della sessione estiva tra il governo e la deputazione ticinese alle camere federali. «Evidentemente il Consiglio di Stato non è contento di questo nuovo colpo inferto da parte delle FFS all'occupazione nel nostro Cantone. Evidentemente c'è la promessa con la deputazione di ritrovarci e approfondire il discorso», afferma il presidente del Consiglio di Stato, Claudio Zali. A proposito di incontri, la deputazione incontrerà la dirigenza di FFS già il 4 giugno. Cosa domanderà? Lo chiarisce presidente della deputazione Bruno Storni. «Principalmente maggiori informazioni, e poi chiaramente vogliamo evitare la continua diminuzione dei posti di lavoro in Ticino in questo settore e, come già anche rivendicato dal Consiglio di Stato, compensare con altri servizi e altri posti da lavoro che le FFS possono portare in Ticino». La politica si muove quindi, ma il comitato vuole mobilitare anche la popolazione. Per questo è stata indetta una manifestazione pubblica. «Abbiamo previsto per inizio giugno, la data precisa verrà comunicata a breve, una manifestazione popolare a Chiasso, invito già fin d'ora tutta la popolazione ad essere presente ed esprimere solidarietà a questi lavoratori ancora una volta colpiti da scelte inaccettabili e illogiche» conclude Pronzini.

