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Ticino
Sì alla riforma fiscale. Ma tira aria di referendum
Sì alla riforma fiscale. Ma tira aria di referendum
Sì alla riforma fiscale. Ma tira aria di referendum
Redazione
7 anni fa
Avrà un impatto finanziario di 106 milioni di franchi per il Cantone e prevede una riduzione dell’aliquote per le persone giuridiche

Luce verde dal Gran Consiglio per la riforma fiscale cantonale. Con 53 voti contro 22 il Legislativo ha approvato il pacchetto in un dibattito che, però, si è animato soprattutto sull’accordo politico trovato in Governo e che prevede anche la riforma della scuola del DECS e la riforma della sanità e socialità del DSS. Accordo che, vista anche l’opposizione del PS alla manovra, sembra ora già traballare.

Come riporta CdT.ch, il pacchetto fiscale approvato dal Gran Consiglio e presentato lo scorso luglio dal Governo è parte di un accordo politico trovato proprio in Consiglio di Stato. All’unanimità l’Esecutivo cantonale ha infatti sostenuto la riforma fiscale, ma allo stesso tempo per un valore di circa 30 milioni ha promosso anche una riforma nel settore della scuola (che prevede in particolare una riduzione del numero di allievi per classe) e una riforma nel settore della sanità e della socialità (che prevede in particolare un potenziamento per i sussidi di cassa malati).

La riforma fiscale, che a regime nel 2025 avrà un impatto finanziario di 106 milioni di franchi per il Cantone (e circa 46 milioni per i Comuni), prevede una riduzione dell’aliquota per le persone giuridiche che passerà in un primo momento (dal 2020 al 2023) dal 9% all’8%, per poi attestarsi dal 2025 al 5,5%. Inoltre il progetto prevede anche una riduzione del coefficiente cantonale (il cosiddetto moltiplicatore cantonale, per le persone fisiche) che passerà dal 100% attuale al 97% nel periodo 2020-2023 e poi al 96% a partire dal 2024. A partire da prossimo anno, per limitare l’impatto sugli Enti locali, è inoltre previsto un contributo cantonale ai Comuni di 9 milioni di franchi annui. L’altro aspetto importante della riforma riguarda, a partire dal 2025, la possibilità per i Comuni di introdurre un moltiplicatore differenziato tra le persone giuridiche (PG) e le persone fisiche (PF). Entrambi i moltiplicatori dovranno ammontare ad almeno il 40% e la differenza tra il moltiplicatore delle persone giuridiche rispetto al moltiplicatore delle persone fisiche potrà essere al massimo di 20 punti percentuali verso il basso e di 60 punti percentuali verso l’altro.

Già a fine ottobre il relatore del rapporto di minoranza Ivo Durisch (PS) spiegava al Corriere del Ticino che, in caso di approvazione da parte del Legislativo del rapporto di maggioranza, il referendum contro la riforma sarebbe stata un’opzione. Il PS ne discuterà mercoledì nel Comitato cantonale. E proprio oggi, ancor prima dell’approvazione da parte del Gran Consiglio, anche il Partito comunista ticinese tramite un comunicato ha affermato di valutare la possibilità di lanciare un referendum.

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