
Il Municipio della Città di Bellinzona ha incontrato a Palazzo civico i rappresentanti dei Comuni della Bassa Leventina e dell’Unione contadini ticinesi, occasione in cui sono stati presentati obiettivi e contenuti della Petizione da questi lanciata per il sostegno della zona industriale di Bodio-Giornico, dei collegamenti ferroviari verso l’Alto Ticino e del settore agricolo ticinese.
Condividendone impostazione e intendimenti, il Municipio ha espresso il proprio convinto sostegno ai temi sollevati dalla petizione e invita formalmente la popolazione a sottoscriverla. Al fine di dare un aiuto concreto alla raccolta delle firme, la Città metterà a disposizione il testo della petizione a chi volesse firmarla presso gli sportelli multifunzionali e sul proprio sito. Al contempo, preso atto della presentazione di alcuni ricorsi contro la zona di pianificazione adottata dalle FFS per l’insediamento del nuovo stabilimento industriale (officine) a Castione, l'Esecutivo auspica che gli stessi possano essere modulati per contenuti e tempi in modo tale da non arrecare un pregiudizio irrimediabile a questo fondamentale progetto.
Il Municipio ha inoltre espresso la propria contrarietà all’iniziativa 'Giù le mani dalle Officine' in votazione il prossimo 19 maggio, in quanto, oggi - ha affermato - "è superata dagli eventi."
"Se da un lato l’iniziativa in questione, unitamente alla mobilitazione dei lavoratori, ha avuto l’indubbio merito di favorire la ricerca di una soluzione alternativa - ha affermato l'Esecutivo - l’intesa raggiunta tra FFS, Cantone e Città, per il trasferimento delle Officine a Castione consente di salvaguardare e garantire a medio e lungo termine, quindi anche dopo il 2026, diverse centinaia di preziosi e qualificati posti di lavoro."
"D’altro canto la cessione di un’ampia parte del comparto oggi occupata dallo stabilimento industriale a Cantone e Città - ha ribatito il Municipio - costituisce una straordinaria opportunità per disegnare il futuro di Bellinzona e dell’intera regione, con sviluppi dal punto di vista economico (nuovi posti di lavoro), sociale e culturale. L’eventuale accoglimento dell’iniziativa, con la prevista possibile espropriazione di terreni e impianti della Confederazione, rispettivamente delle FFS e l’imposizione al Cantone di farsi, sugli stessi fondi, imprenditore industriale (con tutti i rischi e le incognite del caso), metterebbe seriamente a repentaglio gli accordi raggiunti e i posti di lavoro così assicurati."
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