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Ticino
"Sì alla marijuana, no alla Billag"
Redazione
12 anni fa
Si è tenuto questo weekend a Lugano il Congresso dei giovani liberali radicali svizzeri. Dopo una lunga assenza, il Ticino torna nel comitato nazionale

Il Congresso dei giovani liberali radicali svizzeri, tenutosi questo weekend a Lugano, è stato inaugurato ufficialmente sabato con una sala colma e più di 200 delegati. Nonostante l’importante distanza da percorrere per molti membri, il numero di partecipanti è aumentato rispetto all’edizione 2013 tenutasi a San Gallo.

Le elezioni annuali si sono svolte senza sorprese, Nick Meili (TI) è stato eletto nel comitato in qualità di successore di Victor Baune (VD), che si è dimesso dal suo ruolo di rappresentante dei Cantoni. Dopo una lunga assenza, il Ticino ha ritrovato un suo rappresentante in seno al comitato nazionale. Sono stati rieletti individualmente il presidente Maurus Zeier (LU), i vicepresidenti Johanna Gapany (FR) e Alain Illi (SH) mentre il resto del comitato è stato rieletto in blocco.

Dopo lavori riguardanti modifiche statutarie, i giovani liberali radicali svizzeri hanno deciso di respingere l’iniziativa “affinché i pedofili non lavorino più con i fanciulli”. "L’iniziativa è da respingere non solo perché viola lo stato di diritto, ma anche perché altre misure preventive previste dal governo con entrata in vigore nel 2015, sono state considerate più efficaci e appropriate" ritengono i giovani liberali radicali.

La seconda decisione importante è stata il sostegno all’iniziativa “ Sì all’abolizione della Billag ”, che è stata lanciata da molti cantoni. I delegati hanno deciso con una chiara maggioranza di sostenere attivamente quest’iniziativa che chiede che la radiotelevisione pubblica si autofinanzi. La sezione ticinese ha invece deciso di votare attivamente a sfavore sottolineando l’importante contributo della televisione pubblica alla coesione nazionale.

È stata accolta in maniera positiva anche la richiesta di redigere una presa di posizione con l’intento di affrontare la legalizzazione della cannabis in modo da permetterne il controllo e il consumo nell’interesse e per la sicurezza della nostra società. Tuttavia i delegati hanno rifiutato la stesura di un’iniziativa in questo senso, seguendo l’indicazione del comitato direttivo e rifiutando la proposta del Canton Berna sostenuta anche da molti presidenti romandi.

I giovani liberali radicali svizzeri hanno seguito il comitato che chiedeva di respingere il controprogetto all’iniziativa “sì alla medicina di famiglia”. Inoltre hanno respinto anche l’iniziativa sul “salario minimo” e hanno accolto la proposta dei Giovani liberali radicali ticinesi di sostenere la petizione per la disdetta dell’accordo sui frontalieri tra Italia e Svizzera. Riguardo alla revisione della “legge federale sulla corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni” attualmente in discussione alle Camere federali, i GLRS si dichiarano pronti a sostenere un eventuale referendum.

Il tema della medicina di famiglia ha acceso il dibattito e i delegati hanno deciso di seguire le indicazioni del comitato di rifiutare il controprogetto all’iniziativa popolare “sì alla medicina di famiglia”. Inoltre i delegati si sono pronunciati all’unanimità contro il salario minimo. "Quest’iniziativa rappresenta un’intrusione indifendibile nell’economia privata" sostengono i giovani liberali radicali. "È incomprensibile come i promotori dell’iniziativa possano ignorare le specificità regionali proponendo lo stesso salario sia per esempio a Delémont che a Ginevra, quando le condizioni non sono uguali. Ancorare una tale disuguaglianza nella Costituzione è inaccettabile, ancor più perché l’iniziativa proviene dai sindacati che hanno proposto un salario minimo inferiore ai 4'000.- nel 2013."

Quanto al referendum contro la “legge federale sulla corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni”, i delegati hanno votato a favore del sostegno in caso di lancio dello stesso. I delegati si sono dimostrati sensibili al rispetto della sfera privata dei cittadini e alle possibili conseguenze di vigilanza abusiva da parte dello Stato e hanno dato il proprio consenso al comitato per decidere se sostenere o no il referendum il giorno che esso venisse lanciato. Essi tuttavia riconoscono che visto che il processo è ancora in corso, sarà necessario che il comitato rivaluti la necessità di referendum quando il processo sarà completato.

I Giovani liberali radicali svizzeri hanno poi sostenuto a larghissima maggioranza la proposta della sezione ticinese di sostenere la petizione PLRT che chiede al Consiglio federale di disdire l’accordo sulla fiscalità dei frontalieri. Numerosi GLRS hanno poi firmato i formulari presenti fuori dalla sala.

Per concludere il Congresso 2014, i giovani liberali radicali svizzeri hanno potuto assistere ad un podio di discussione sul secondo traforo del Gottardo a cui hanno partecipato in veste di relatori: la Consigliera Nazionale Petra Grössi (PLR, SZ), il consiglieri agli Stati Filippo Lombardi (PPD, TI), la Consigliera Nazionale Marina Carobbio (PS, TI) e il già presidente ALRA Antoine Turner.

I giovani liberali radicali provenienti da tutta la Svizzera hanno percorso moltissimi chilometri per recarsi a Lugano, la fine del Congresso ha portato nuove ambizioni che porteranno i delegati a rinnovare il loro impegno per difendere i valori liberali radicali nei loro cantoni di appartenenza.

Il comitato nazionale e tutti i partecipanti si sono alzati in piedi per una standing ovation di ringraziamento al comitato organizzativo ticinese che ha lavorato duramente per mesi per la riuscita di questo congresso.

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