
Quale sarà il futuro de La Destra, la coalizione formata da UDC, UDF e Area Liberale?
Già prima delle elezioni cantonali il presidente nazionale UDC Toni Brunner aveva apertamente criticato la scelta della sezione ticinese di smarcarsi dalla Lega. Poi sono arrivati i risultati elettorali, molto deludenti per La Destra, e da allora i ranghi degli scontenti non hanno fatto che crescere.
Il primo a chiedere a gran voce un riavvicinamento con il movimento di via Monte Boglia era stato il granconsigliere uscente Orlando Del Don. Poi anche l'altro deputato non rieletto, Eros Mellini, si era detto aperto a una lista comune per le elezioni federali del prossimo autunno, pur considerando che il progetto de La Destra abbia motivo di andare avanti.
Ora è il vicepresidente UDC Piero Marchesi ad esprimersi sul tema, nell'ambito di un bilancio post-elezioni pubblicato oggi sul suo sito personale.
Marchesi scrive di essere "personalmente molto favorevole" a una congiunzione con la Lega, "perché è importante confermare i tre seggi che andranno a rimpolpare il gruppo parlamentare dell'UDC nazionale."
"I 3 parlamentari hanno collaborato bene nel quadriennio scorso e non vedo motivi per cambiare una formula che funziona" aggiunge Marchesi.
Insomma, dopo il divorzio e i successivi litigi, ora tra Lega e UDC sembra spirare l'aria del riavvicinamento. Se sono rose, fioriranno.
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