
Dopo aver discusso e votato sulla questione durante la recente assemblea straordinaria, la Gioventù Socialista (GISO) Ticino ha formalmente deciso di non sostenere l'iniziativa alla civica "educhiamo i giovani alla cittadinanza".
Il concetto base di rafforzare l'insegnamento della civica nella scuola dell'obbligo sarebbe condivisibile e in linea con le idee della GISO, ma "l'iniziativa è incompleta e non approfondisce inevitabili problematiche".
Per la GISO, "si dovrebbe creare un nuovo impianto per formare docenti specificamente atti all'insegnamento della nuova materia. Si parla di altre risorse da investire, che finirebbero per essere molto più grandi di quanto il testo dell'iniziativa non lasci trasparire. Comprendiamo che, trattandosi di un'iniziativa costituzionale, il testo deve essere semplicistico, ma ci sono comunque aspetti che andrebbero considerati a priori imprescindibilmente dalla forma obbligatoria dell'iniziativa".
Altri dubbi della GISO sull'iniziativa "si basano sui concetti di compartimentalizzazione e nozionismo: la civica è una materia che avrebbe molto in comune con, ad esempio, la storia. Reputiamo una grave perdita separare a compartimenti stagni le due materie. Sebbene nell'ultimo periodo la civica sia stata ufficiosamente insegnata in concomitanza con la storia con risultati discutibili, siamo convinti che se appropriatamente steso, un programma unito di storia-civica sarebbe molto più produttivo nei confronti dell'allievo".
La GISO ribadisce infine "di essere in tutto e per tutto a favore dell'insegnamento della civica nelle scuole, ma allo stesso tempo ritiene che il benessere e il miglior possibile percorso di sviluppo studentesco siano una priorità".
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