
Mettere una pezza all’AVS, risolvendo la questione dei regimi fiscali speciali, concessi alle multinazionali, ma invisi all’Unione Europa. Questo sulla carta l’obiettivo del progetto AVS-riforma fiscale, partorito dal Parlamento federale, su cui dovremo votare il prossimo 19 maggio. "Un progetto di compromesso per risolvere due problemi urgenti" ha spiegato stamani il comitato interpartitico a favore del Sì.
"Con questa riforma noi becchiamo due piccioni con una fava e lo facciamo in modo equilibrato e soprattutto con la certezza del diritto" ha affermato il consigliere nazionale PLR Giovanni Merlini ai microfoni di Teleticino.
Anche secondo Fabio Regazzi, consigliere nazionale PPD si tratta di una riforma equilibrata : "Permette di dare delle risposte a più problemi, non da ultimo a quello dell'AVS, che langue, e ci darà anche un po' di respiro in vista della riforma più importante che dovremo adottare. Inoltre chiama alla cassa anche i datori di lavoro, i dipendenti e la Confederazione". Il progetto garantirà 2 miliardi di franchi provenienti in misura di 800 milioni dalla Confederazione e 1,2 miliardi dai lavoratori e dai datori di lavoro. Ma è la parte fiscale quella più controversa e discussa stamani dal comito interpartitico. "La riforma, risposta alla bocciatura popolare del progetto fiscale 17, s’impone ha ribadito Merlini - le pressioni internazionali non possono attendere, come l’incertezza del diritto."
Concretamente verranno aboliti i privilegi fiscali concessi a livello cantonale alle holding a favore di una parità di trattamento per tutte le società, comprese le PMI. "Grazie a questa riforma - sottolinea Regazzi - ci sarebbe una parificazione delle condizioni fiscali, e quindi un beneficio che va soprattutto alle piccole medie aziende. Anche da questo profilo è una riforma da approvare".
Senza privilegi fiscali, le società a statuto speciale dunque pagheranno di più. Ma affinché il nostro Paese possa rimanere attrattivo, nel quadro della nuova legge, verrà dato ai cantoni un pacchetto di nuovi strumenti fiscali. Deduzioni a cui i cantoni potranno aggiungere de motu proprio l’abbassamento dell’aliquota sull’utile. Generando, secondo il comitato referendario, una pericolosa corsa al dumping fiscale itercantonale.
"È difficile dire oggi se ci sarà questa corsa - afferma Merlini - a parte il fatto che un po' di sana competizione fiscale tra i cantoni non ha mai fatto male, anzi è quella che ha contribuito a fare in modo che il nostro paese sia un paese dove le finanze sono equilibrate e sane. Vediamo quanto successo nel Canton Vaud: ha saputo giostrare misure sociali, quindi di maggiore aiuto alla popolazione, con misure di sgravio fiscale per le società e il popolo le ha approvate."
Storia del futuro, anche se il DFE sappiamo è intenzionato ad andare in questa direzione, grazie anche al contributo della Confederazione, per compensare le minori entrate stimate attorno a 2 miliardi complessivi.
Tutti i dettagli nell'edizione odierna del TG di Teleticino
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