
Il maxibordello di Cadenazzo potrà vedere la luce, ma senza l'appartamento per il custode. È quanto ha stabilito il Tribunale cantonale amministrativo che, come riporta il Corriere del Ticino, ha respinto un ricorso presentato dall'avvocato Yasar Ravi per conto dei proprietari dei terreni Massimo Marchetti e Paolo Sudanti, ma nel contempo confermato che a livello pianificatorio il postribolo da 3 milioni di franchi si può fare.
I proprietari hanno così deciso di rinunciare ad appellarsi al Tribunale federale, depositando invece una nuova domanda di costruzione che tiene conto delle indicazioni del TRAM. La domanda, spiega il CdT, è in pubblicazione all'albo comunale di Cadenazzo ancora per qualche giorno e finora sembra che nessuno abbia presentato opposizione. I confinanti potrebbero ancora tentare la loro ultima chance, ma Marchetti è convinto che il suo progetto è ormai inattaccabile: "Un eventuale ulteriore slittamento non mi preoccupa" dichiara.
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