
Ad accendere il Parlamento oggi a inizio seduta ci ha pensato l'iniziativa del PPD Giorgio Fonio "Controllo sistematico dei nuovi permessi" volta a contrastare il dumping salariale. Una proposta accolta da 59 deputati e sostenuta dai sindacati; ma respinta da Governo, PLR e associazioni economiche.
L'idea è di verificare in modo puntuale le condizioni salariali offerte dal datore di lavoro ogni qual volta viene rilasciato un permesso; e, in caso di abuso, sanzionare. Un principio che nessuno contesta ma che, a detta dei contrari, pone dei limiti giuridici ed è in contrasto col diritto superiore.
"Oggi possiamo fornire uno strumento di repressione concreto nei confronti di chi pensa che in Ticino si possa fare tutto. L'iniziativa va sostenuta per tutti quei lavoratori vittime di dumping, per i residenti esclusi dal mercato del lavoro, per le imprese che versano salari equi e responsabili", ha esordito Fonio.
"Il rappresentante degli iniziativisti si è guardato bene dal dire che non ci sono le basi legali per attuare l'iniziativa, che esistono degli accordi internazionali. Un parlamento che si dica tale deve rispettare il diritto superiore" ha replicato il relatore di minoranza Giorgio Galusero. Anche in caso di evidente dumping non sarebbe infatti possibile revocare il permesso.
"Una spiraglio Legislativo potrebbe aprirsi grazie alla Legge sugli stranieri", ha puntualizzato Michela Delcò Petralli, relatrice di maggioranza. Legge secondo cui "il Consiglio federale può sottoporre all'assemblea federale misure addizionali in caso di problemi gravi", in particolare legati ai frontalieri.
La proposta commissionale prevede la sospensione del permesso fintanto che non sarà presentato un permesso conforme. Toccherà al Consiglio di Stato elaborare un progetto di legge entro sei mesi.
"Questo sistema non permetterà ai furbetti di falsificare i contratti", ha riconosciuto Delcò Petralli. "Ma almeno facciamo capire che lo Stato c'è e interviene".
"Per questo ci sono i controlli a posteriori, decisamente più efficaci", la replica della PLR Natalia Ferrara.
"A mio avviso la libera circolazione ha tolto tutti gli strumenti a monte per combattere i problemi che tutti noi, Governo e Parlamento, vogliamo combattere. Ma qualora il Parlamento dovesse accogliere l'iniziativa, troveremo una soluzione, coscienti che sospendere un permesso non eviterà che le persone possano continuare a lavorare", ha dichiarato il direttore del DI Norman Gobbi.
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