
Neanche il tempo di archiviare le elezioni cantonali che già si entra in clima di campagna elettorale per le federali di ottobre. La corsa più calda si preannuncia per il Consiglio degli Stati, dove al Ticino spettano due seggi: uno è già occupato dal presidente dell’UDC Marco Chiesa, l’altro è stato lasciato vacante da Marina Carobbio dopo la sua elezione nel governo ticinese.
La corsa per la Camera alta
Per ora si tratta di speculazioni, ma in casa liberale, molto probabilmente verrà schierato Alex Farinelli: il consigliere nazionale non ha mai nascosto la sua ambizione e il partito difficilmente farà obiezioni. Quasi certa è anche la candidatura di Greta Gysin per I Verdi.
Per quanto riguarda Il Centro, invece, la faccenda è più complessa. Candidato in pectore parrebbe Fabio Regazzi, ma le voci di corridoi bisbigliano anche di altre clamorose possibilità: il ritorno dell’ex senatore Filippo Lombardi e quello dell’ex consigliere di Stato Paolo Beltraminelli.
Ai socialista, dopo l’uscita di Carobbio, tocca difendere il seggio, ma l’impresa non sembra facile. Il PS potrebbe decidere, in ticket con Greta Gysin, di schierare il consigliere nazionale uscente Bruno Storni. Ma potrebbe essere della partita anche Mario Branda, nome evocato ogni qualvolta il gioco si fa duro. Accetterà di lasciare Bellinzona per Berna? Non si sa.
La Lega dei Ticinesi, non dovrebbe presentare alcun candidato, come prevedrebbe l’accordo con l’UDC. Ma dopo il risultato delle Cantonali eventuali colpi di scena non sono da escludere.
La corsa per la Camera bassa
Al Consiglio nazionale il sistema di elezione è proporzionale e i posti a disposizione del Ticino sono otto. Qui le congiunzioni di lista sono una possibilità per i partiti. Lega e UDC in questo caso dovrebbero correre insieme. Le voci di corridoio parlando anche di alcuni corteggiamenti a HelvEthica. Altra coppia sarà quella formata da Partito Socialista e Verdi, i quali correranno insieme come accaduto quattro anni fa. Il PLR sembrerebbe invece molto vicino ai Verdi Liberali, anche se più volte Il Centro ha accennato di una possibile congiunzione di liste con i liberali radicali.
“Pensare a una congiuntura è inevitabile”
A non essere della partita, come ormai noto, sarà Marco Romano. Questa mattina il consigliere nazionale de Il Centro ha detto di non volersi candidare per una nuova legislatura. Dopo 12 anni a Berna lascerà così il proprio posto ad altri. Cosa ne pensa di una congiunzione di lista tra il suo partito e il PLR? “In Svizzera interna trovo che il sistema sia più consolidato perché si conoscono le congiunzioni a livello cantonale”, ha spiegato ospite di Ticinonews. “Credo che anche in Ticino occorra ricreare lo schema che esiste praticamente in tutti i cantoni. È un’opportunità e spero che i vertici dei partiti la colgano al più presto perché altrimenti rischiamo di essere il Cantone più polarizzato della Svizzera”, ha concluso Romano.

