
La consigliera nazionale leghista Roberta Pantani ha inoltrato oggi una mozione che, se approvata, incaricherebbe il Consiglio federale di adeguare, nella legislazione e nelle norme vigenti sull'IVA, il limite di franchigia da 300 franchi a 50 franchi, oltre il quale occorre applicare e pagare l’IVA svizzera sulle merci acquistate all’estero.
"Il commercio a dettaglio nelle zone di confine è negli ultimi anni diminuito in maniera sensibile. Il numero di negozi chiusi nella fascia di confine è stato importante e l’economia in queste zone sta soffrendo delle conseguenze: perdita di posti di lavoro, diminuzione delle entrate fiscali per i Comuni, Cantoni e Confederazione, diminuzione delle entrate per i proprietari di immobili, i cui spazi a piano terra rimangono desolatamente vuoti", si legge nel testo della mozione, che riportiamo intergalmente di seguito.
"Le associazioni di commercianti chiedono un aiuto concreto agli enti pubblici (Comuni) che sono in grado però di fornire solo parzialmente e nell'ambito delle proprie competenze.in Ticino ad esempio, negli ultimi anni, la perdita di clientela italiana, causata anche dalla modifica della situazione congiunturale e in parte anche dai cambiamenti avvenuti nel mondo bancario, ha provocato la chiusura di decine di negozi".
"Ora, ciò che potrebbe definitivamente dare il colpo di grazia al commercio locale e a quello ticinese in particolare, è la decisione da parte dell’Agenzia delle Entrate italiana, a partire dal prossimo 1. settembre, di evitare al cliente residente all’estero le procedure burocratiche legate al rimborso dell’IVA. In pratica, dietro presentazione di un documento di identità, il cliente residente all’estero potrà pagare direttamente il prezzo senza IVA a partire da acquisti per euro 155 : un’ulteriore facilitazione ed un altro incentivo per andare ad acquistare all’estero. Considerato come la franchigia di importazione merce esente da IVA svizzera oggi ammonti a frs. 300.—(RS 641.204), si può ben immaginare quanto sia semplice e conveniente andare ad acquistare oltre confine e non pagare l’IVA nel nostro Stato".
"Per questo motivo, chiedo che il Consiglio federale si attivi quanto prima al fine di modificare la legislazione IVA e ridurre l’importo della franchigia a frs. 50.-- in modo tale da aiutare il commercio locale, disincentivare gli acquisti all'estero ed aumentare, di conseguenza, le entrate per la Confederazione, imponendo un maggior numero di traffici in entrata, rispetto a quelli attuali".
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