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Bellinzona
«Sì» a uno studio per completare il semisvincolo, Isabella: «Gli abitanti ne hanno bisogno»
Redazione
2 ore fa
Condiviso l'intento rivendicato da una mozione di Claudio Isabella e co-firmatari: avviare una nuova analisi di fattibilità tecnica, economica e ambientale. «È in gioco anche la sicurezza degli abitanti dei quartieri a nord», commenta il primo firmatario.

Pochi giorni prima della sua apertura totale era stato definito una minirivoluzione. In effetti, il semisvincolo di Bellinzona ha liberato i quartieri a sud da oltre 11mila veicoli quotidiani – questi i dati dell’USTRA. In molti, però, ancora oggi si chiedono i motivi di quel «semi». Un interrogativo giunto l'anno scorso a Palazzo amministrativo attraverso una mozione a cui il Governo nei giorni scorsi ha risposto in modo affermativo: sì, dunque, a un nuovo studio di fattibilità tecnico, economico e ambientale insieme a USTRA e alla Commissione regionale dei trasporti.

«Questione di sicurezza e ambiente»

Soddisfatto il primo firmatario della mozione, il deputato del Centro Claudio Isabella, che in merito ai prossimi passi spiega: «Sarà nostra premura incontrare il Consiglio di Stato per capire come si intende svolgere lo studio di fattibilità; noi abbiamo dato le indicazioni ma andrà chiarito bene dove si vuole arrivare». Anche perché l'intento è poi quello di inserire l’opera nel prossimo aggiornamento del Prostra, il Programma di Sviluppo Strategico delle strade nazionali, il cui ultimo potenziamento era stato bocciato alle urne a novembre 2024. Insomma: la strada è lunga e a tratti in salita. Sottolinea però Isabella: «In questo caso c’è anche in gioco la sicurezza». E cita qualche esempio: «A Galbisio la strada attraversa il centro abitato, ci sono ragazzi che giornalmente giocano e corrono mentre passano auto ad alta velocità». Ma Isabella ne fa anche una questione di ambiente: «Molte persone da Bellinzona nord vanno a Bellinzona sud e poi tornano indietro per prendere il semisvincolo».

Si spera in tempi rapidi

La mozione fa notare che il contesto è decisamente cambiato rispetto a quando si iniziò a ipotizzare e a progettare l’opera, definita il tipico compromesso politico. Un processo durato trent’anni. La speranza è chiaramente di procedere ora con tempi più rapidi. «Vogliamo partire al più presto sia con lo studio di fattibilità e poi, in caso positivo, con le opere», conclude Isabella, che riconosce: «Ci si dovrà coordinare con USTRA e questo richiede tempo, ma gli abitanti a nord e delle valli hanno bisogno di essere collegati al centro di Bellinzona e questo va fatto al più presto».