
La direttrice del DFE Laura Sadis - come abbiamo anticipato ieri - ha varato una riforma tributaria che prevede un'amnistia fiscale e uno sgravio di 20-30 milioni per i ricchi. Il progetto del DFE è stato consegnato al Consiglio di Stato. E oggi ecco le prime reazioni.Bertoli: "No alle provocazioni"Il presidente socialista Manuele Bertoli non usa troppi giri di parole: "No alle provocazioni". E poi spiega: "Dopo la chiara bocciatura dello sgravio alle imprese non in crisi del 29 novembre scorso, dopo aver preso atto con l'aggiornamento delle Linee direttive e Piano finanziario di dicembre dell'intenzione espressa dal Governo di intervenire sui conti pubblici con nuove misure per importi rilevanti, l'eventuale presentazione di questo nuovo sgravio per i ricchi e ricchissimi costituirebbe una provocazione bella e buona". "Il ricorso al referendum popolare - aggiunge - sarebbe inevitabile, poiché per il PS è necessario dire basta al sistema dei due pesi e delle due misure". Bertoli richiama infine il Governo "a dar prova di saggezza e realismo, evitando al Cantone un nuovo confronto inutile e controproducente, soprattutto in questo momento economico difficile".Rusconi: "Condivido il progetto Sadis" Tutto d'altro tono il commento del presidente dell'UDC Pierre Rusconi. "Condivido il progetto di Laura Sadis in quanto è ricalca le proposte che ha fatto l’UDC con due atti parlamentari. Aspettiamo di vedere i dettagli del messaggio per capire se è solo fumo o se c’è l’arrosto".Gianora: "Sono d'accordo"“Credo sia giusto guardare alla questione nel suo insieme", commenta invece il presidente del PLRT Walter Gianora. "Quindi siamo evidentemente favorevoli all’amnistia fiscale che porterà gettito nelle casse del cantone e permetterà all’economia di creare posti di lavoro. Ma sono anche favorevole allo sgravio per gli alti redditi. Bisogna infatti considerare che il 3% di questi contribuenti paga un terzo delle imposte. Ed è giusto che lo Stato conceda loro uno sgravio, soprattutto per mantenere una certa competitività intercantonale. Non si tratta di un mero esercizio contabile, ma di lasciare qualcosa al paese affinché produca nuova ricchezza”. Bignasca: "Pronti al referendum con i socialisti"“Noi - ci dice invece il leader della Lega Giuliano Bignasca - non siamo d’accordo. Se si deve fare uno sgravio per i ricchi bisogna farlo anche per gli altri. Io propongo 40 milioni: 20 per i redditi alti e 20 per il ceto medio. Se invece le cose resteranno così come presentate da Sadis, siamo pronti a fare referendum con i socialisti”. Jelmini: "Messaggio da scorporare""Siamo disposti ad esaminare la proposta di questo sgravio - ci dice infine il presidente del PPD Giovanni Jelmini - perché, anche secondo lo studio del professor Bernasconi, potrebbe portare un beneficio a medio termine per il Ticino. Ma così come presentata, la proposta di Laura Sadis non ha nessuna possibilità di successo. Ci troviamo in un momento di crisi, con molti cittadini in difficoltà, e in queste circostanze è politicamente insostenibile. Il PPD chiede dunque che il Governo scorpori il messaggio, separando l’amnistia dallo sgravio per i redditi alti. E che la tematica di questo sgravio venga riproposta in un altro progetto più ampio che contenga pure degli aiuti per i ticinesi in difficoltà. joe.p./AELLE
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