
La Lega dei Ticinesi ha accolto favorevolmente l’esito – seppur risicato e caratterizzato da bassa partecipazione – della votazione odierna sulla riforma fiscale e sociale.
"Grazie a questo risultato" commenta il movimento in una nota, "il Ticino a livello nazionale guadagnerà un po’ di attrattiva per i grossi contribuenti, evitando nel contempo partenze che avrebbero gravi conseguenze sull’erario cantonale. Adesso però devono arrivare, ed in tempi brevi, gli sgravi fiscali anche per il ceto medio e per le persone singole: su questo fronte siamo fermi al palo da 15 anni. Gli sgravi non si possono fare solo ai ricchi e alle aziende, ma devono tornare a vantaggio di tutti i contribuenti. Al Ticino serve dunque una vera “riforma fiscale”: quella accettata oggi è solo una “pezza” mirata a precise e limitate categorie".
"E’ inoltre evidente che" aggiunge il movimento, "affinché i cittadini sostengano con maggiore convinzione le aziende, è necessaria l’applicazione dei contingenti e della preferenza indigena votati dal popolo; o meglio ancora la fine della libera circolazione delle persone. Questo per arginare i deleteri e tristemente noti fenomeni di sostituzione di lavoratori ticinesi con frontalieri e di dumping salariale".
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