
La votazione sul risanamento del San Gottardo deve essere sospesa. È quanto chiedono diversi cittadini che hanno inoltrato dei ricorsi contro la domanda che figura sulle schede di voto, perché - a loro avviso - sarebbe fuorviante e poco chiara. Renzo Galfetti, membro del comitato borghese per il no, da noi contattato al telefono qualche giorno fa, non ha esitato a parlare di scandalo: “La gente si è accorta dell'ambiguità e si è scandalizzata. Le reazioni, anche su Facebook, sono furiose.”
"Il 28 febbraio si vota sulla realizzazione di una seconda galleria autostradale al San Gottardo", afferma Ernst Dittli, presidente della sezione urana del WWF. Nel suo ricorso ha quindi chiesto che la votazione venga sospesa o che il risultato venga dichiarato nullo, ha precisato all'ats confermando un'informazione pubblicata dal "SonntagsBlick". La domanda stampata sulle schede di voto parla solo di "modifica della legge federale concernente il traffico stradale nella regione alpina e di risanamento della galleria autostradale del San Gottardo". Per Dittli, questa asserzione suggerisce che la domanda sia "Risanamento sì o no" e induce gli elettori in errore.
Anche il Verde liberale ticinese Domenico Zucchetti aveva inoltrato ricorso al Tribunale federale dopo aver assistito, lo scorso 20 gennaio, ad un dibattito sulla votazione per il raddoppio a Massagno. La presentazione dell'Ufficio federale delle strade (USTRA), ha spiegato sul suo sito web, contravveniva completamente alle disposizioni che obbligano il Consiglio federale e amministrazione, in occasione delle votazioni, a dare alla popolazione informazioni obiettive, complete e trasparenti. Inoltre "la domanda sulla scheda di voto è illecita e fuorviante. Si chiede ai cittadini di votare per il risanamento, ma la modifica di legge non verte sul risanamento, ma sul raddoppio". Se la modifica di legge verrà approvata, il raddoppio si farà in tutti i casi, anche se il risanamento con chiusura per tre anni non è più necessario.
La risposta del Consiglio federale
La cancelleria federale ci ha spiegato che sulle schede viene semplicemente trascritto quanto deciso in parlamento. La consigliera nazionale bernese e co-presidente dei Verdi svizzeri Regula Rytz aveva chiesto lo scorso settembre di specificare che la votazione riguarda la realizzazione di una seconda canna, ma senza successo.
Alla sollecitazione di Rytz, il Consiglio federale aveva risposto già il 18 novembre che "la domanda sottoposta al voto non deve indicare soluzioni alternative respinte nel processo politico che non sono direttamente oggetto della votazione". Il testo in questione, secondo il Governo, "designa in maniera univoca l'atto normativo giunto ora in votazione e corrisponde alla prassi pluriennale riguardo alla formulazione."
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