
L’aggressione di un uomo in pieno centro a Bellinzona capita lo stesso giorno in cui la Fondazione Tamagni presenta un fumetto ispirato al dramma di Damiano. Ed è la più drammatica delle beffe, per chi si impegna anima e corpo contro la violenza e ha vissuto sulla propria pelle la perdita di un figlio a causa di un pestaggio. La tentazione di sentirsi impotenti si rafforza, eppure Maurizio Tamagni non ha dubbi: non si deve mollare. E’ necessario insistere con il lavoro di prevenzione. Da noi interpellato, il padre di Damiano parla di sgomento. “Ogni volta che la cronaca registra fatti di violenza gravi - ci spiega - vivo una doppia ferita, sociale e personale. È il dito che si rigira nella piaga, una piaga che tuttavia riguarda tutta la nostra società, tutto il corpo sociale”. La battaglia contro la violenza gratuita è lunga e costante, aggiunge Franco Lazzarotto, direttore delle scuole medie di Biasca e membro del Gruppo violenza istituito a suo tempo dal Cantone: “Può sembrare un lavoro frustrante, dice Lazzarotto, perché non si vedono risultati nell’immediato, ma si deve insistere. Serve una presa di coscienza collettiva: ognuno di noi è parte attiva della società e non si può più delegare alla scuola e alla famiglia il compito di educare alla pacifica convivenza”. E’ ancora più dura la reazione del deputato Fabio Regazzi, che come la vittima del pestaggio vive a Gordola: Pugno di ferro, chiede Regazzi: nessuna pietà. Questa è gente che non ha rispetto per la vita, che da noi ha un valore. E gente del genere mette in cattiva luce i tanti stranieri onesti che vivono e lavorano in Ticino”. Matteo Bernasconi
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

