
È polemica natalizia sugli appalti cantonali del 2017 per lo sgombero della neve in Valle Maggia e Valle di Blenio. Gli stessi sono stati annullati per irregolarità e in un caso è addirittura intervenuta la giustizia e il caso - anticipato oggi da La Regione – è già stato ribattezzato “fresopoli”.
Partiamo dall’appalto valmaggese. Nell’autunno del 2016 il Dipartimento del territorio (DT) apre il bando di concorso per l’assegnazione del servizio di fresa della neve per il quadriennio 2016-2020. Le regole sono chiare: nessun autoveicolo deve essere stato immatricolato prima del 1995. Una delle due ditte concorrenti viene scartata mentre l’altra afferma di poter mettere in servizio tre veicoli datati 1995, 1997, 2016. Secondo il foglio bellinzonese, però, la ditta che si è aggiudicata la commessa avrebbe impiegato per i lavori di sgombero della neve dei mezzi obsoleti e immatricolati prima del 1995.
A questo punto sorgono spontanei alcuni interrogativi sulle verifiche eseguite dagli uffici cantonali. Inizialmente le richieste di chiarimenti agli uffici del DT cadono nel vuoto e il 13 dicembre 2017 parte una segnalazione al direttore Claudio Zali, che conferma l’avvio dei controlli. Il 27 di febbraio 2018 il Cantone decide di rescindere il contratto con la ditta valmaggese alla quale aveva assegnato il servizio fresa neve e ha indetto un nuovo bando, recentemente assegnato alla ditta alla quale è stato appena stralciato il precedente.
Polemiche sono sorte anche nella Valle di Blenio e, addirittura, sono culminate in una segnalazione in Procura. A essere indagato è il vincitore dell’appalto (un ex municipale) e reati che si prospettano per lui sono di truffa in documenti e truffa processuale. Anche in questo caso vi sono forti sospetti che la macchina principale del vincitore sia più in realtà vecchia (risalirebbe al 1992, pur essendo stata immatricolata in Svizzera nel 2001), mentre l’altro mezzo dichiarato non sia ancora in suo possesso. Ne nasce un ricorso – poi accolto - contro l’assegnazione dell’appalto. Il Cantone annulla il concorso e assegnare il mandato tramite appalto diretto allo stesso vincitore del concorso. Con l’apertura dell’inchiesta penale, però, l’incarico gli è stato tolto per essere assegnato a qualcun altro.
Un sospetto, infine, è che il lotto riguardante l’alta Valle di Blenio fosse stato creato ‘ad hoc’ proprio per farvorire l'ex municipale. Insomma, bufera (non solo di neve) in vista...
(Foto esemplificativa d'archivio)
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