
L’Ordine dei Medici del Cantone Ticino, attraverso lo studio realizzato dal Signor Bruno Cereghetti relativo ai “Costi LAMal” nel cantone Ticino per il 2012, conferma quanto sostenuto nel mese di settembre: vale a dire che la spesa sanitaria ticinese non è sproporzionata per rapporto all’andamento dei costi a livello svizzero. "Santésuisse inaffidabile"Con il nuovo studio, fondato sui dati dell’ Ufficio federale della Sanità pubblica (Monitoring UFSP) per l’anno 2012, sulla statistica dell’UFSP e sulla statistica della compensazione dei rischi, l'Ordine evidenzia nuovamente l’inaffidabilità dei dati di santésuisse. "Ticino in controtendenza"Dall’analisi delle fonti citate si rileva infatti che i costi globali LAMal per il Ticino nel 2012 sono diminuiti dello 0.7%, mentre a livello nazionale vi è stata una crescita media del 3.1%. "Di conseguenza, come già precedentemente sottolineato, i premi per l’assicurazione obbligatoria LAMal per il 2012 sono chiaramente troppo elevati per rapporto alle reali necessità di finanziamento del nostro sistema assicurativo-sanitario" sostiene il presidente dell'Ordine, Franco Denti. Aumentano solo i costi per gli anziani"L’anno scorso, grazie al nuovo finanziamento ospedaliero e all’evoluzione dei costi degli studi medici in Ticino, inferiore alla media nazionale, si è registrata una diminuzione dei costi pro capite dei cittadini – pazienti ticinesi" spiega ancora Denti. "L’unico dato in controtendenza risulta essere quello legato all’evoluzione dei costi degli istituti per anziani. Un trend facilmente spiegabile con la percentuale di popolazione residente “over 64” che vede il Ticino ormai al primo posto per rapporto alla media nazionale." Moratoria ininfluenteCosì i dati più recenti sfatano nuovamente il mito del sovraconsumo di prestazioni sanitarie da parte dei ticinesi. Spingendosi oltre, lo studio dimostra che la fine della moratoria non ha inciso in modo rilevante, come taluni temevano, sui costi pro capite LAMal nel nostro cantone sebbene il Ticino, nella sua posizione di frontiera, sia uno dei cantoni che hanno visto il maggior numero di richieste di autorizzazione al libero esercizio della professione medica, ma che non significa apertura di studi, in particolar modo da parte di specialisti.
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