
«Un attacco vergognoso nella forma e nei contenuti»: non usa mezzi termini il presidente della Federazione Ticinese Calcio Fulvio Biancardi. Il riferimento è alle accuse mosse da un ex convocatore arbitrale e un ex fischietto ticinesi, che negli scorsi giorni avevano accusato la responsabile della sezione arbitrale di irregolarità e clientelismo. Nelle scorse ore è arrivata la replica. Secondo lo stesso Biancardi i fatti non sussistono: «sono state avanzate delle accuse infondate, delle illazioni che non avevano nessun fondamento. È una cosa veramente incresciosa. Detto questo, se vogliono la guerra l'hanno avuta», afferma Biancardi.
«Le sottoscrizioni sono al massimo una quindicina»
La Federazione sostiene inoltre che non sono una sessantina tra quadri ed arbitri ad aver sottoscritto la lettera, come affermato dagli autori. «Non ci sono sessanta sottoscrizioni, impossibile. In base alle informazioni che abbiamo noi sono al massimo una quindicina», spiega Biancardi. Da parte della Federazione, insomma, non si teme un'emorragia di arbitri. E anche la stagione che è alle porte non dovrebbe essere in pericolo: «assolutamente no. Non c'è nessun rischio a che ci siano delle defezioni. Poi, per carità, la porta è lì, chi vuole andarsene, se ne vada. Nessun problema», prosegue Biancardi.
«Si tratta di sessismo»
Secondo la Federazione le accuse sarebbero inoltre state mosse a Simona Ghisletta in quanto donna: «si tratta di sessimo più che di maschilismo. E di questo ne avevamo avuto qualche sentore durante la stagione, ma veramente minimo. Qui mi sembra che invece è veramente venuto fuori in modo molto chiaro, ma questa è un'impressione personale. Ci sono episodi quotidiani dove questo fenomeno si manifesta», sottolinea Biancardi. Da noi contattati, i due autori della lettera non hanno voluto replicare, ma hanno rimandato ad un prossimo comunicato.

