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Ticino
SEV: "No ai tagli del personale FFS Cargo"
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
un anno fa
Il personale e il sindacato SEV chiede alle FFS Cargo che il progetto G-enesis, che porterà al taglio di centinaia di posti di lavoro entro il 2030, venga abbandonato.

No ai tagli di personale e alla riduzione dell’offerta ai clienti. È quanto ribadiscono il personale e il sindacato SEV che, riuniti ieri sera in assemblea a Bellinzona, hanno espresso la loro preoccupazione per i tagli previsti da FFS Cargo. "Nei fatti, le intenzioni di FFS Cargo vanno verso un’ulteriore riorganizzazione ancora più pesante di quanto annunciato con il progetto G-enesis, che porterà al taglio di centinaia di posti di lavoro entro il 2030. Tagli che toccheranno sia il settore operativo che quello amministrativo. L’azienda stessa non esclude licenziamenti", deplora il sindacato in una nota odierna.

La scure dei tagli si abbatterà anche sul Ticino

Il personale ticinese di FFS Cargo si dice consapevole che la scure dei tagli si abbatterà sul Ticino, "anche alla luce del mancato rinnovo da parte di DB Cargo del contratto di trasporto con FFS Cargo". Inoltre, aggiunge il sindacato, "DB Cargo sembra intenzionata a far condurre i propri 20 treni al giorno da macchinisti con salari italiani: un tentativo di dumping sui binari svizzeri che anche la politica non dovrebbe ignorare".

Votata una risoluzione

Il personale di FFS Cargo ha quindi votato all’unanimità una risoluzione nella quale stigmatizza "la miope politica aziendale praticata dalla dirigenza" e ritiene il taglio di posti di lavoro "un imperdonabile ed irrecuperabile errore strategico che mette a rischio la futura esistenza dell’azienda". Secondo il sindacato FFS Cargo deve infatti tenersi pronta col proprio personale altamente specializzato "per il momento in cui l’economia riprenderà vigore e la domanda di trasporto aumenterà. La scure dei tagli al personale e alla rete come pure l’aumento dei prezzi costituiscono una reazione per niente lungimirante e poco rassicurante anche per i clienti. Il ricorso al lavoro ridotto potrebbe in questa fase essere la soluzione alla riduzione temporanea dei traffici".

Che non sia il personale a dover pagare

L’assemblea di ieri sera rivendica inoltre che non sia il personale a pagare "le conseguenze degli errori passati commessi dalla dirigenza". Chiede pertanto alla direzione di FFS Cargo di cestinare il progetto G-enesis e di coinvolgere il Sindacato SEV nella ricerca di altre soluzioni "socialmente responsabili per superare questo periodo di difficoltà, tutelando il personale e avendo un occhio di riguardo verso i clienti che hanno creduto e credono nel trasporto su rotaia".