
Sta per finire l'era, per gli allievi ticinesi, delle settimane bianche a Nord delle Alpi. La Commissione scolastica del Gran Consiglio ha infatti sottoscritto il rapporto di Michele Guerra (Lega) favorevole alla mozione di Nadia Ghisolfi (PPD) volta ad introdurre l'obbligatorietà per le scolaresche di cimentarsi con sci e snowboard sui pendii ticinesi, anziché recarsi in altri Cantoni. Lo riporta oggi La Regione. L'obbligo deve comunque ancora essere approvato dal Parlamento ma, dato il sostegno dei commissari di Lega, PLR, PPD e UDC, la strada sembra ormai tracciata.
Un obbligo che va in contrasto con la posizione del Consiglio di Stato, che nel suo rapporto aveva evidenziato come in Ticino non ci sarebbero sufficienti infrastrutture per accogliere, nelle sette settimane utili, tutti gli studenti e allievi per attività sciistiche. Ma secondo la Commissione scolastica esiste un "ben evidente spazio di manovra", come ha sottolineato Michele Guerra nel suo rapporto.
Secondo le cifre riportate dal Governo, tra il 2004 e il 2009 il 54% delle uscite è stato organizzato in località fuori Cantone. La Commissione, anche alla luce del recente credito da 3,3 milioni a favore degli impianti di risalita ticinesi, sostiene che sarebbe "aberrante" dapprima accordare finanziamenti alle stazioni sciistiche e poi non intervenire per incrementarne l'utilizzo.
Verdi e PS, nel rapporto di minoranza firmato da Claudia Crivelli Barella, affermano invece che "non sarà lo sci a sostenere l'economia delle zone periferiche". Secondo loro, "sarebbe molto meglio accordare degli aiuti mirati che abbiano un senso tutto l'anno". Inoltre, un tale obbligo sarebbe troppo invasivo sui programmi "che docenti e classi possono scegliere di fare a dipendenza delle loro specifiche esigenze."
La decisione finale, come detto, spetterà al plenum del Gran Consiglio.
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