
Questa mattina il Coordinamento donne della sinistra con l’azione “Diritto e Rovescio” ha organizzato una performance su alcune statue di personalità politiche del Cantone con l'obiettivo di valorizzare il lavoro invisibile delle donne.
L'organizzazione femminile per spiegare la sua iniziativa ha diffuso ai media un comunicato stampa, che vi riportiamo di seguito:
"Intrecciare i fili a maglia per avvolgere il piedistallo che regge queste grandi personalità è un modo per dare visibilità al fondamentale lavoro delle donne in tutte le epoche. Diverse decine di metri quadrati di maglia colorata che con pazienza e tenacia diverse donne hanno preparato durante un mese per dimostrare la tenacia e la volontà di ottenere, dopo 35 anni, la parità tra donna e uomo votata il 14 giugno 1981 dalla popolazione svizzera.
La storia del nostro Cantone è ricca di personalità che hanno fatto crescere la cultura e la democrazia. In alcune piazze ticinesi si ritrovano statue che ricordano la grandezza di alcuni di loro. A reggere quotidianamente il loro lavoro sono state le molte figure femminili che li hanno accompagnati: madri, nonne, zie, mogli, figlie, amiche, sostenitrici, e molte altre che non hanno mai visto un monumento e neppure una via a loro dedicata. Il lavoro delle donne per secoli è stato invisibile alla storia, ma è sempre esistito reggendo il mondo.
Ancora oggi la maggior parte del lavoro delle donne è invisibile poiché si svolge prevalentemente tra le mura domestiche. Un lavoro donato gratuitamente alla propria famiglia e di cui beneficia tutta la società. Un tempo non remunerato messo a disposizione dalle donne il cui valore monetario l’Ufficio di statistica stima a 241 miliardi di franchi, precisando come il 75% delle ore di lavoro non remunerato viene assorbito dai lavori domestici, svolti principalmente dalle donne. Sempre più donne e madri sono attive professionalmente, la maggior parte di loro con un’occupazione a tempo parziale per poter conciliare lavoro e famiglia. Le statistiche indicano che anche gli uomini hanno aumentato il tempo dedicato alle attività domestiche (specie nella cura dei figli) ma nonostante “il processo di cambiamento verso una divisione del lavoro non remunerato più egualitaria è in corso, si procede molto lentamente: i ruoli principali restano immutati e ben definiti”. Il lavoro di cura è fondamentale per la vita, anche se al momento sembra essere importante solo se svolto sul mercato del lavoro, e anche in questo caso spesso sottopagato.
Un tempo che, se sopportato solo dalle spalle femminili, ha importanti conseguenze per tutti: sottrae opportunità di lavoro mettendolo a rischio (come succedere sempre più con i licenziamenti al rientro della maternità), conferma ruoli stereotipati che limitano la libertà di azione di donne e uomini, legittima le disuguaglianze salariali (ancora del 15, 4%) e pone sempre più le donne in una situazione di fragilità al momento del divorzio e della vecchiaia (come dimostra il recente studio sugli effetti del lavoro a tempo parziale sulla previdenza vecchiaia).
Lo sciopero del 14 giugno 1991 con lo slogan “Se le donne vogliono, tutto si ferma” ha permesso di ottenere nel 1996 la Legge parità, il cui approccio volontaristico deve oggi essere modificato per ottenere concretamente quello che indica a chiare lettere la Costituzione: "Uomo e donna hanno uguali diritti. La legge ne assicura l'uguaglianza soprattutto per quanto concerne la famiglia, l'istruzione e il lavoro. Uomo e donna hanno diritto ad una retribuzione uguale per un lavoro di pari valore".Sono passati 35 anni, abbiamo esaurito il tempo dell’attesa. La parità è un diritto! E non siamo disposte a sopportare un altro rovescio dalla politica. “Fare calzetta" questo 14 giugno è un atto politico, non invisibile."
Le statue ricoperte dal Diritto e Rovescio:
- Mendrisio: Luigi Lavizzari - Piazza del Ponte;
- Lugano: Guglielmo Tell - Rivetta Tell; Carlo Battaglini - Piazza Battaglini;
- Bellinzona: Rinaldo Simen - Piazza R. Simen;
- Locarno: Giovanni Antonio Marcacci - Piazza S. Antonio; Giuseppe Cattori - Lungolago Muralto;
- Faido: Stefano Franscini - Piazza Franscini;
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

