
Oggi si è conclusa la sessione estiva del Parlamento, tenutasi eccezionalmente alla BernExpo per via del coronavirus e proprio oggi il Consiglio nazionale ha approvato una una mozione di Regula Rytz (Verdi/BE) che chiedeva al Consiglio federale di lanciare una campagna contro il sessismo. Teleticino ha contattato la Consigliera agli Stati Marina Carobbio per chiederle sia il suo parere sulla questione delle pari opportunità che di fare un bilancio di quello che questa sessione parlamentare è stata per la deputazione ticinese.
La pandemia può aver accresciuto la sensibilità verso le pari opportunità?
Me lo auguro, ma quello che abbiamo visto in queste settimane è esattamente il contrario. Le donne sono state poco presenti nei dibattiti politici sulle conseguenze della crisi e sull’epidemia sanitaria, nonostante le donne svolgano e abbiano svolto un ruolo centrale nell’economia famigliare ma anche nel lavoro. In particolare, nei servizi essenziali come le cure infermieristiche, nel commercio al dettaglio: lavori svolti prevalentemente da donne ma non riconosciuti. Spero ci sia ora una maggiore consapevolezza.
Avete appena concluso la conferenza stampa della deputazione ticinese a Berna, che bilancio si può fare di questa sessione estiva del Parlamento?
Si sono trattati tanti temi e tanti sono ancora in dibattimento al Consiglio nazionale. Ci sono stati però dei temi specifici sui quali si è chinata la deputazione ticinese alle camere federali, sia durante i dibattiti che in incontri particolari. Abbiamo incontrato il Consigliere federale Cassis con cui abbiamo discusso del messaggio sulla cooperazione e lo sviluppo poi approvato dal Nazionale. Inoltre, abbiamo incontrato la Segretaria di Stato per la formazione e la ricerca Hirayama con la quale abbiamo discusso di temi che riguardano direttamente il Ticino.
Se dovesse fare un suo “best of” di queste tre settimane, che temi riguardano il nostro Cantone?
Uno riguarda quest’ultimo incontro con la Segretaria di Stato: il Consiglio degli Stati ha approvato 28 miliardi per quattro anni con una parte specificamente per il Ticino, con il sostegno alle scuole professionali universitarie ma anche agli istituti di ricerca finanziati dalla Confederazione. Un tema che abbiamo sollevato e che ci preoccupa è che dal 2025 i sussidi federali a questi istituti potrebbero diminuire o addirittura essere tolti. Su questo tema siamo stati molto presenti e abbiamo fatto sentire la nostra voce perché avrebbe conseguenze rilevanti per l’occupazione in questo settore. Poi ci siamo chinati anche sulla questione del tunnel del Ceneri tramite un incontro che abbiamo fatto con le ferrovie, con l’Ufficio federale dei trasporti e con il Consigliere di Stato Zali.
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