Cerca e trova immobili
L'evento
Sessanta metri, sessantamila nomi: le vittime di Gaza a Locarno
©KEYSTONE/Jean-Christophe Bott
©KEYSTONE/Jean-Christophe Bott
Redazione
6 ore fa
Azione di protesta, pacifica e silenziosa, nella serata di sabato. «È una delle più gravi violazioni del diritto internazionale del nostro tempo».

Un sudario con 60'000 nomi contro l’inazione e contro il disprezzo del diritto. È l'azione di protesta, pacifica, che si è svolta questa sera in Largo Zorzi a Locarno. Sessantamila nomi corrispondenti a una parte delle vittime accertate a Gaza.

«L’evento vuole dare un’identità alle vittime, per la grande maggioranza civili, tra cui personale sanitario e dell’informazione, di una delle più gravi violazioni del diritto internazionale del nostro tempo, che dobbiamo rifiutarci di normalizzare», hanno spiegato gli organizzatori: il Gruppo 24 maggio (all'origine dell'azione delle cartoline rosse in Piazza Grande dello scorso anno), l'associazione SHWAG (Swiss Healthcare Workers Against Genocide), i volontari/e ticinesi per la Palestina (all'origine dello sciopero della fame dei medici sulla Piazza federale lo scorso settembre).

«Perché durante il Locarno Film Festival? Perché è un luogo di riflessione e di cultura ed è fondamentale, in questa situazione, che il mondo culturale e il mondo politico, che sono presenti al Festival, si mobilitino più di quanto non hanno fatto finora per qualcosa di estremamente grave», ha spiegato al Corriere del Ticino il dottor Pietro Majno-Hurst.

L'appello

Le richieste sono riprese dall’appello al Consiglio Federale presentato a Berna il 18 giugno dall’ex consigliera federale Ruth Dreifuss, firmato da 600 personalità della società civile. Che il Governo:
1. esiga dai responsabili politici e militari di Israele l'apertura delle frontiere di Gaza per consentire l'ingresso degli aiuti necessari alla sopravvivenza e alla salute della popolazione e di media indipendenti.
2. organizzi e coordini il ricovero e le cure in Svizzera di un nuovo contingente di vittime civili di Gaza, in particolare donne e bambini gravemente feriti o malati, come già avvenuto alla fine del 2025.
3. dichiari che, qualora il governo di Israele non ponga fine alle pratiche che violano il diritto internazionale umanitario a Gaza e nei Territori Palestinesi Occupati, sarà oggetto di sanzioni che interesseranno gli individui, le imprese e le istituzioni coinvolte nell'attuazione di queste politiche, in linea con l’obbligo che la Svizzera ha di far rispettare le Convenzioni di Ginevra, nella sua qualità di Stato contraente (articolo 1 comune).

I tag di questo articolo